Alcune farfalle

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Mi svolazzano in testa da stamani quando sono uscita sul terrazzino a osservare i danni che la grandine di ieri ha arrecato alle mie petunie.
Ho spazzato, raccolto i fiori e i petali caduti (questi dei gerani) e ho pensato una frase. Ma non è una frase ‘da racconto’, sembra più una frase da poesia che naturalmente non è roba per me e quindi vedremo.

Intanto, complice il racconto di ieri sul blog di Freccero, mi sono ricordata che mesi fa anche Paolo Zardi ospitò un mio racconto nel suo blog e siccome qui non ne vedo traccia, presto provvederò a inserirlo anche nel blog. Così per tenere accanto le mie persone. Continua a leggere

L’emozione della musica

concerto Lucio Dalla Bologna 2013

Questo è un pensiero che feci anche anni fa, non ricordo in che occasione, ma l’ho fatto più di una volta.
Ed è il pensiero che ho ripreso assistendo (da casa) al concertone in onore di Lucio Dalla, svoltosi nella nostra bellissima Piazza Maggiore, quella che lui chiamava “Piazza Grande”.
La letteratura è una grande Arte, è vero, un’arte che sa avvincere ed emozionare. Ma la letteratura non porta la gente in piazza (non così tanta e non così avvinta dalle parole) e non unisce nel modo intimo e profondo come fa la musica. Avete mai visto migliaia di persone attorno a un palco che ripetono parole mandate a memoria scritte da altri in un libro? Continua a leggere

La musica e la scrittura

Che una buona scrittura sia anche musicale è vero. Certi brani hanno la scansione di un valzer e altri di un twist, alcuni sono rock e qualcuno è lento. Ci sono romanzi pop e romanzi reggae.
Anche nella scrittura devono esserci ritmo e melodia, organizzati con armonia.
Le frasi, i paragrafi, anche i capitoli, possono avere una divisione in quattro quarti, o anche in tre (ma pure in due: tempo binario). Possono perfino partire in levare anziché in battere, cosa non semplice.
Una buona scrittura ha bisogno, come la musica, di accenti (e non solo quelli sulle parole). Continua a leggere

Quando l’Arte è perfezione suona nell’anima

Un bel tramonto, con quelle sfumature di colore rosso che si stemperano nel cielo e lo illuminano, ci scalda il cuore e ci conforta. Il blu del mare in una giornata estiva, quel luccichio che ci fa socchiudere gli occhi e ci fa annusare per sentire il profumo di salsedine e l’aria che ci accarezza il viso, ci procura sospiri di soddisfazione. Il riflesso del sole che rende più azzurro il mondo, il verde dell’erba “nuova” che nasce su un prato, i colori dei fiori e il loro profumo, l’altezza delle montagne che tendono al cielo, tutte queste cose ci rasserenano e ci consolano. È l’armonia della natura, una musica perfetta e ben orchestrata da una mano non umana, un’entità superiore che molti riconoscono e che sentono vicina. Continua a leggere

The Best Magazine #3-11

clicca per sfogliare e scaricare il magazine…

Questo numero di The Best Magazine, la rivista per il blogger fatta dal blogger, organizzata, pensata e creata da Arthur e Solindue è dedicato alla musica (anche) per l’anima. Continua a leggere

Al Fuori Orario

Il 10 dicembre scorso presentai Orfana di mia figlia al Fuori Orario, uno dei locali più amati e conosciuti del nord Italia, “un locale che si trova “sperduto nella pianura tra Reggio e Parma”, quasi fosse cantato da Guccini” (cito dalla mia intervista a Franco Bassi uscita oggi su viadellebelledonne.
L’atmosfera calorosa, l’originalità del locale, che sembra una stazione ferroviaria ed ha al suo interno anche una vecchia carrozza delle Ferrovie dello Stato e la gentilezza di Franco mi hanno fatto amare da subito questo locale. Infatti ci sono tornata il 26 dicembre per il concerto natalizio di Vinicio Capossela (grandioso e trascinante), che mi sono goduta al massimo, dietro al bancone del bar (bancone lungo un’eternità, preciso).
Poi con Franco non ci siamo mai persi. Ogni tanto ci scriviamo e ci salutiamo. Così Franco mi ha spedito un libro che ha scritto in occasione dei dieci anni di vita del Fuori Orario. Questa è la copertina del libro, con prefazione di Platinette, che ha partecipato a parecchie serate nel locale.

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La musica che ascolto

La chiamo “musica regalata” perché spesso, sopratutto negli ultimi anni, mi sono affidata a cd o a brani spediti per posta da amici. Mi piace molto questo sentire attraverso le orecchie altrui, questo cercare nelle note e trovare ciò che l’amico ha creduto mi potesse piacere, oppure, ancora meglio, l’emozione che ha voluto dividere con me. Continua a leggere