La famiglia perbene – un racconto

 

Il dottore mi scruta in silenzio; lui pensa che io stia dormendo perché me ne sto ferma e tengo le ciglia abbassate. Ha l’aria seria e concentrata e un modo di fissarmi che non capisco bene.
Dottor Guerrina, si chiama: c’è scritto sulla targhetta che ha sul camice e poi l’ha detto anche l’infermiera: “Sei stata fortunata. Il dottor Guerrina è bravissimo, uno dei cardiologi migliori dell’ospedale. Non fa mai servizio al Pronto Soccorso ma stasera ha fatto un favore a un amico. Se non c’era lui…”.
Potevo morire, questo l’ho capito. Ho avuto una specie di arresto cardiaco, così mi pare di avere sentito, ma il dottor Guerrina mi ha rianimata e mi ha impedito di morire. Anche se mi ha salvata, non credo di essergli simpatica, lo capisco da come mi guarda.
“Stanno arrivando i tuoi genitori” dice Guerrina di fianco al mio letto.
“Poi mi lascerà andare a casa?” chiedo con una voce che non sembra la mia. Lui mi guarda in viso, guarda il mio corpo coperto dal lenzuolo bianco con la scritta “Ospedali riuniti Spa – Manutencoop” in azzurro e poi ritorna al mio viso. So cosa pensa di me, una tredicenne in reggiseno, minigonna e stivali bianchi a tacco alto, in giro da sola di notte. Ma non c’è solo questo. È il resto che mi preoccupa. Continua a leggere

La mia “voce schietta” in un’intervista realizzata da Laura Costantini

L’intervista è stata pubblicata il 19 febbraio, ma come qualcuno tra voi avrà capito, ero fuori sede e impossibilitata a rilanciare sul blog e perfino a commentare: il wi-fi degli alberghi va a singhiozzo quando si connettono cento persone tutte insieme (e grazie comunque che c’è. Solo qualche anno fa si doveva usare un pc in un angolo buio o, peggio ancora, un pc nella hall situato in una posizione in cui tutti passavano dietro di te e sbirciavano lo schermo).
Comunque, bando alle ciance! Oggi vi posto il link dell’intervista e domani (forse) le foto del viaggio.

Seguitemi e ne vedrete di tutti i colori.
Come sempre ;) Continua a leggere

Tu, scrittore? Certo!

snoopy-scrittore2Lo spunto viene da questo post nel blog di Daniele Imperi.
Non vi copio tutti i punti elencati da Daniele, ma sottolineo quelli cui sui la mia attenzione si è fermata di più:

Sono nata scrittrice?

Ahimè no. Come scrivo nella mia pagina ‘Io‘ su questo blog – pagina che dovrei forse aggiornare – non ho mai amato scrivere e mi dispiace perché mettere “a otto anni scrivevo già i miei primi romanzi” nelle bio ci sta da dio.
Quindi, non sono nata scrittrice.
Ma, la scrittura è per me un richiamo. E qui sono in linea con i punti di Imperi. Continua a leggere

Auguri di Buon Natale e topini

Tanto per iniziare.
E poi una bella novità: ho ricevuto un pacco contenente un libro di favole (credo. non le ho ancora lette tutte. chiamiamole racconti) sugli animali e che hanno come protagonisti cani, gatti, forse cavalli, ma anche topi.
E chi è uno dei protagonisti? Continua a leggere

L’inserto del lunedì – “La famiglia perbene” ospite da Paolo Zardi

L’inserto del lunedì – “La famiglia perbene” di Morena Fanti.

Ieri, ma l’ho saputo solo stamattina, ero (ma lo sono ancora: questo è il bello del web) ospite nel blog di Paolo Zardi.
Tutti i lunedì Paolo regala uno spazio ad altri blogger, scrittori ma anche non, e ieri è toccato a me. Continua a leggere

Il contratto di edizione

Questo è un argomento di cui si parla poco. Forse perché si pensa sia un argomento indiscutibile: si legge e si firma.
L’esordiente spesso pensa di non avere potere contrattuale e pensa che il contratto di edizione sia un documento impossibile da modificare.
Non è così.

Quando un editore propone la pubblicazione del nostro libro, manda una bozza di contratto che di solito è standard. Sta poi all’autore dire se qualcosa non è di suo gusto e proporre modifiche.
Ma quasi nessuno lo fa perché si pensa che sia così e basta.
Io lo feci ;) Continua a leggere

SATANA TI HA AGGIUNTO AGLI AMICI – seconda parte

prosegue da qui

Satana ti ha aggiunto agli amici
© Morena Fanti 

Questa faccenda ruppe l’armonia tra noi: mio padre non mi perdonava di averlo deluso. Ripeteva che restare in un posto dove il compito più difficile era imbustare l’insalata era tipico di me. Per lui ero una vera stupida. Dopo qualche mese ho trovato questo appartamento e ho traslocato. La mia vita non è cambiata molto da allora. Ceno da sola ogni sera e l’unico vantaggio è che posso lasciare i collant in bagno senza che nessuno brontoli.
Ho ancora il mio vecchio lavoro al supermercato, al Conad di via Orfeo, e ho le stesse colleghe pettegole di allora. Mi trovo abbastanza bene; in fondo imbustare l’insalata è un lavoro creativo, se cerchi di miscelare i colori con grazia e di accostare verdure di forme diverse. Ogni tanto penso a come sarebbe la mia vita se fossi andata a Roma e avessi ottenuto il posto di assistente alla regia. Forse ora conoscerei attori famosi; mi sarei fidanzata con Gabriel Garko o con Alessio Boni, che è pure più misterioso e meno torbido e camminerei sul red carpet per accompagnarlo a ritirare un premio. O magari sarebbe lui ad accompagnare me, per ritirare il premio come migliore regista.
Certo, al Conad non succede granché, a parte i rapporti da schifo con i colleghi. Le cassiere mi detestano, dicono che non prezzo le buste e che la cosa fa aumentare le file alle casse. I salumieri mi deridono per le mie manie sui numeri e su certe persone. Che colpa ho, se il fornitore di bresaola e fontina viene sempre il venerdì alle diciotto (le sei post meridian, direbbero gli americani) e veste sempre di nero che sembra un becchino? Continua a leggere

SATANA TI HA AGGIUNTO AGLI AMICI

Satana ti ha aggiunto agli amici
© Morena Fanti 

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.
Apocalisse 13,16-18

È tutta colpa di Lucifero; anche stasera, al mio rientro a casa, mi ha assalito approfittando del buio. Quando mi sono seduta qui, ero così sconvolta che ho combinato questo casino.
Eppure finora ero riuscita a tenere tutto sotto controllo e non ero mai caduta nel trabocchetto della comodità, dell’ovvio, del facile.
Neanche quella volta della crociera vinta con il coupon di “Sorrisi e Canzoni”. La nave era una delle più belle di Costa Crociere e io sognavo da una vita di viaggiare in quel lusso. Quando ho letto del concorso, ho subito ritagliato e spedito il tagliando, anche se io alla fortuna mica ci credo. Alla notizia della vincita ero sbalordita, pensavo fosse uno scherzo. Ho chiamato subito il giornale e quando ho avuto la conferma che era tutto vero, mi sono seduta e ho scritto una lista delle cose che mi servivano; la crociera è un’occasione unica e non va sprecata.
Ho preso un giorno di permesso e ho svaligiato i negozi dell’outlet di Castelguelfo: volevo presentarmi al meglio e non sfigurare vicino agli altri croceristi. Ho comprato abiti da giorno, da sera, da mare e da passeggio; mi sono indebitata, con la cessione del quinto dello stipendio, per i successivi dodici mesi. Ho stipato gli abiti in due valigie e ho riempito il beauty case di cosmetici, trucchi e creme abbronzanti.
La mattina della partenza mi sono recata all’imbarco con largo anticipo: il taxi che prendo di solito – Napoli otto, numero di licenza quattrocentoventotto –, poteva effettuare il servizio solo alle 5.00, ultima corsa della notte, ma non ho voluto saperne di prendere un’altra macchina. Io mi sposto solo con quel taxi, alla Cooperativa tassisti lo sanno, non devono tentare di rifilarmi un altro mezzo.
È che il numero della licenza è perfetto, con quella sequenza di numeri pari che escludono il sei. Un solo sei non è come se fossero tre, però io mi tengo alla larga: non si sa mai, si possono moltiplicare e a vederli diventare tre si fa presto. La sequenza sei sei sei mi fa ribrezzo; io lo odio quel numero. I tre sei sono La Bestia, l’emissario di Satana mandato per carpire le anime. Continua a leggere

Tiriamo le somme, mettiamo in fila le righe

Quest’anno non mi sembra Natale. È vero che ho realizzato la pagina natalizia ma l’ho iniziata in ottobre (per via del trasloco e altri impegni) e ormai mi sembra passato molto tempo. Sarà anche perché in questo periodo ho avuto tanti cambiamenti e aperto – e vuotato – tanti scatoloni, ma non sono ancora entrata nell’atmosfera.
La stessa cosa mi capita se faccio caso alla data (se sapessi dove trovare la data su questo computer… e non vedo neppure l’agenda che si è smarrita sotto una collina di scartoffie che ancora non hanno trovato il loro cassetto). Continua a leggere

“Fobie” in blog tour – tappa quattro. Morena Fanti intervista Gianluca Morozzi. E viceversa

Fanti intervista Morozzi, tra Caliginefobia e Hexakosioihexekontahexafobia, e Morozzi intervista Fanti

Incontro Gianluca Morozzi in un bar del centro, un bar educato sotto alle Due Torri, che non assomiglia per nulla all’osteria di Ringo. Lo so perché per entrare non ci dobbiamo chinare sotto una serranda aperta a metà.
Ci sediamo e ordiniamo del vino, che poi non beviamo perché avremmo preferito due caffè ma ci sembrava una scelta troppo banale.
In sottofondo la voce dolente di Tom Waits in Blind Love: suppongo sia una scelta di Morozzi.

  • Perché non mi hai portata nell’osteria di Ringo? Dalla lettura del tuo racconto sembrerebbe un locale particolare. Continua a leggere

Fobie. Antologia curata da Alessandro Greco

È in uscita da Ciesse edizioni l’antologia Fobie, curata da Alessandro greco, con la prefazione di Andrea Villani, che vi farà ridere delle vostre paure ma anche di quelle degli autori. Quindici penne appuntite e imbevute di sarcasmo, scrivono scivolando nel grottesco e nell’irriverente. Continua a leggere

Apre la libreria dello STARBOOKS COFFEE

APRE LA LIBRERIA DELLO STARBOOKS COFFEE
Una vetrina per autori ed editori. Libri gratis per i lettori.

Lo Starbooks Coffee apre una libreria di e-book gratuiti per dare spazio a chi, esordiente o affermato, pubblicato o inedito, vuole confrontarsi direttamente con i lettori.
Gli avventori del Coffee potranno così leggere gratuitamente le opere
selezionate per loro dalle due bariste e dare poi il proprio giudizio su quanto letto. Continua a leggere

Asfalto e anguria – sesto frammento

Già, chi è Marco?
Mentre cerco una risposta per Luigi, ripenso a ieri sera: quando Marco mi ha salutata ho pensato che non l’avrei più sentito e, anche se avevo paura, una parte di me ha vibrato di sollievo.
“Marco è l’amico di Giò, quello che fa il sommelier al ristorante al porto, alla Scogliera… ricordi? Quello alto, con i capelli corti, a spazzola”. Lo incito con la mano. “Dai, devi ricordarlo. Sei anche uscito con noi una sera”. Continua a leggere