SATANA TI HA AGGIUNTO AGLI AMICI – seconda parte

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Satana ti ha aggiunto agli amici
© Morena Fanti 

Questa faccenda ruppe l’armonia tra noi: mio padre non mi perdonava di averlo deluso. Ripeteva che restare in un posto dove il compito più difficile era imbustare l’insalata era tipico di me. Per lui ero una vera stupida. Dopo qualche mese ho trovato questo appartamento e ho traslocato. La mia vita non è cambiata molto da allora. Ceno da sola ogni sera e l’unico vantaggio è che posso lasciare i collant in bagno senza che nessuno brontoli.
Ho ancora il mio vecchio lavoro al supermercato, al Conad di via Orfeo, e ho le stesse colleghe pettegole di allora. Mi trovo abbastanza bene; in fondo imbustare l’insalata è un lavoro creativo, se cerchi di miscelare i colori con grazia e di accostare verdure di forme diverse. Ogni tanto penso a come sarebbe la mia vita se fossi andata a Roma e avessi ottenuto il posto di assistente alla regia. Forse ora conoscerei attori famosi; mi sarei fidanzata con Gabriel Garko o con Alessio Boni, che è pure più misterioso e meno torbido e camminerei sul red carpet per accompagnarlo a ritirare un premio. O magari sarebbe lui ad accompagnare me, per ritirare il premio come migliore regista.
Certo, al Conad non succede granché, a parte i rapporti da schifo con i colleghi. Le cassiere mi detestano, dicono che non prezzo le buste e che la cosa fa aumentare le file alle casse. I salumieri mi deridono per le mie manie sui numeri e su certe persone. Che colpa ho, se il fornitore di bresaola e fontina viene sempre il venerdì alle diciotto (le sei post meridian, direbbero gli americani) e veste sempre di nero che sembra un becchino? Continua a leggere

SATANA TI HA AGGIUNTO AGLI AMICI

Satana ti ha aggiunto agli amici
© Morena Fanti 

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.
Apocalisse 13,16-18

È tutta colpa di Lucifero; anche stasera, al mio rientro a casa, mi ha assalito approfittando del buio. Quando mi sono seduta qui, ero così sconvolta che ho combinato questo casino.
Eppure finora ero riuscita a tenere tutto sotto controllo e non ero mai caduta nel trabocchetto della comodità, dell’ovvio, del facile.
Neanche quella volta della crociera vinta con il coupon di “Sorrisi e Canzoni”. La nave era una delle più belle di Costa Crociere e io sognavo da una vita di viaggiare in quel lusso. Quando ho letto del concorso, ho subito ritagliato e spedito il tagliando, anche se io alla fortuna mica ci credo. Alla notizia della vincita ero sbalordita, pensavo fosse uno scherzo. Ho chiamato subito il giornale e quando ho avuto la conferma che era tutto vero, mi sono seduta e ho scritto una lista delle cose che mi servivano; la crociera è un’occasione unica e non va sprecata.
Ho preso un giorno di permesso e ho svaligiato i negozi dell’outlet di Castelguelfo: volevo presentarmi al meglio e non sfigurare vicino agli altri croceristi. Ho comprato abiti da giorno, da sera, da mare e da passeggio; mi sono indebitata, con la cessione del quinto dello stipendio, per i successivi dodici mesi. Ho stipato gli abiti in due valigie e ho riempito il beauty case di cosmetici, trucchi e creme abbronzanti.
La mattina della partenza mi sono recata all’imbarco con largo anticipo: il taxi che prendo di solito – Napoli otto, numero di licenza quattrocentoventotto –, poteva effettuare il servizio solo alle 5.00, ultima corsa della notte, ma non ho voluto saperne di prendere un’altra macchina. Io mi sposto solo con quel taxi, alla Cooperativa tassisti lo sanno, non devono tentare di rifilarmi un altro mezzo.
È che il numero della licenza è perfetto, con quella sequenza di numeri pari che escludono il sei. Un solo sei non è come se fossero tre, però io mi tengo alla larga: non si sa mai, si possono moltiplicare e a vederli diventare tre si fa presto. La sequenza sei sei sei mi fa ribrezzo; io lo odio quel numero. I tre sei sono La Bestia, l’emissario di Satana mandato per carpire le anime. Continua a leggere

“Fobie” in blog tour – tappa quattro. Morena Fanti intervista Gianluca Morozzi. E viceversa

Fanti intervista Morozzi, tra Caliginefobia e Hexakosioihexekontahexafobia, e Morozzi intervista Fanti

Incontro Gianluca Morozzi in un bar del centro, un bar educato sotto alle Due Torri, che non assomiglia per nulla all’osteria di Ringo. Lo so perché per entrare non ci dobbiamo chinare sotto una serranda aperta a metà.
Ci sediamo e ordiniamo del vino, che poi non beviamo perché avremmo preferito due caffè ma ci sembrava una scelta troppo banale.
In sottofondo la voce dolente di Tom Waits in Blind Love: suppongo sia una scelta di Morozzi.

  • Perché non mi hai portata nell’osteria di Ringo? Dalla lettura del tuo racconto sembrerebbe un locale particolare. Continua a leggere

Fobie. Antologia curata da Alessandro Greco

È in uscita da Ciesse edizioni l’antologia Fobie, curata da Alessandro greco, con la prefazione di Andrea Villani, che vi farà ridere delle vostre paure ma anche di quelle degli autori. Quindici penne appuntite e imbevute di sarcasmo, scrivono scivolando nel grottesco e nell’irriverente. Continua a leggere