Non è mai troppo tardi

Per tornare sulle vicende del nostro eroe, l’autore esordiente di cui a questo post, oggi (pochi minuti fa) ho ricevuto una mail.
Devo dire che ho impiegato qualche minuto per capire chi fosse il mittente, tal Manoscritti CdF.
Ho capito che poteva essere una casa editrice che aveva ricevuto il mio romanzo, ma proprio non mi sovveniva il nome. Continua a leggere

Il contratto di edizione

Questo è un argomento di cui si parla poco. Forse perché si pensa sia un argomento indiscutibile: si legge e si firma.
L’esordiente spesso pensa di non avere potere contrattuale e pensa che il contratto di edizione sia un documento impossibile da modificare.
Non è così.

Quando un editore propone la pubblicazione del nostro libro, manda una bozza di contratto che di solito è standard. Sta poi all’autore dire se qualcosa non è di suo gusto e proporre modifiche.
Ma quasi nessuno lo fa perché si pensa che sia così e basta.
Io lo feci ;) Continua a leggere

Un altro sassolino nella scarpa

Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.

Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere

Pubblicare? È anche questione di culo

Lo sapevo già, ma ribadirlo, leggerlo di nuovo, sentirlo raccontare, fa sempre effetto.
Pubblicare è (anche) questione di culo.
Certo, a monte serve un buon testo, curato, pulito, senza errori, con accurata scelta di parole, con uno stile fluido e originale, con una storia che sia avvincente, mai noiosa o astrusa, un linguaggio chiaro ma non sciatto, dei personaggi vivi che escano dalla pagine  e incantino il lettore, con uno svolgimento pieno di colpi di scena ma non troppi che se no sembra artificiale, qualche metafora ben azzeccata e un tema che sia forte e coraggioso, ma a valle? Continua a leggere

Chiudiamo l’anno in bellezza, con gentilezza e tatto (per dire)

È solo un modo di dire: di bellezza in giro ce n’è poca.
Approfittando di un’ora di tranquillità – il Capodanno in recessione ha il vantaggio che non si perde tempo per abiti, trucchi e pettinature (mai perso tanto, comunque) -, ho deciso di iniziare a togliermi qualche sasso dalle scarpe: dopo un po’ che ci cammini sopra, ti fanno male e ce ne dobbiamo liberare.
Volevo inziare da certi scrittori, invece inizio dalla parte opposta: dagli editori. Continua a leggere

Controcorrente

Ispirandomi al titolo del romanzo in uscita a gennaio di Paolo Zardi – lo scrivo perché la cosa è pubblica e non scopro nessun segreto [sapete quanto siano superstiziosi gli autori] – “La felicità esiste”, decido di andare controcorrente su un argomento assai spinoso e controverso. Sono tutti capaci di affermare “la felicità non esiste”: a proclamarlo si troverebbero consensi e plausi. È scorrevole la strada che porta alla negazione; su codesta strada si trovano seguaci e si fanno proseliti. Continua a leggere

Il mio romanzone

Ne ho già scritto ma una circostanza imprevista, e anche un po’ sorprendente, mi costringe a riparlarne.
Faccio un breve riepilogo: nel 2009 decisi che era giunto il momento per scrivere il mio primo romanzo, iniziato nel 2001 e subito abbandonato alla morte di Federica. Ripresi il testo iniziale, un primo capitolo quasi completo, gli appunti di allora e mi immedesimai di nuovo nella storia. Un romanzo è impegnativo, sentivo il bisogno di scrivere anche altro, così non mi sorpresi quando mi venne una visione. Scrollai le spalle e decisi di ignorarla per cont… ma questo a voi non interessa.

Il romanzone è ormai in viaggio verso qualche scrivania di editore e io suppongo anche verso qualche cestino.
Ma a me non piace tenere i testi nel cassetto, mi piace scrivere e condividere. Così, a qualche amico che l’ha chiesto (ma anche no), ho mandato il file. Uno di questi amici è Paolo Zardi (uno scrittore di cui ho già parlato. Qui la recensione al suo libro Antropometria, Neo. edizioni, 2010), che mi ha detto subito in privato cosa ne pensava. Continua a leggere

Buone nuove dagli editori – due

Il discorso prosegue da qui

Qualche settimana fa sono capitata sul sito della casa editrice 66thand2nd.
Mi è sembrata una casa editrice interessante, ho letto le pagine del sito e anche qualche intervista. In una di queste si diceva che la 66thand2nd pubblica autori stranieri ma che era in previsione anche l’inserimento di autori italiani. Così ho cercato la pagina contatti e ho scritto subito.
Ho chiesto se era prevista la pubblicazione di autori italiani e se è possibile inviare il file romanzesco tramite la tanto comoda email.
Ho ricevuto presto una risposta molto cortese che vi incollo qui: Continua a leggere

Buone nuove dagli editori

Stiamo sempre a blaterare che gli scrittori non sono considerati, che gli editori non sono attenti agli esordienti, non leggono i manoscritti che ricevono e, comunque, non rispondono mai alle mail degli ‘scrittori’, veri o presunti che siano [ma se uno scrive una mail si può già considerare scrittore?].

Ho deciso, quindi, di inaugurare una nuova rubrica in cui segnalerò le ‘buone nuove’ che mi arriveranno dagli editori. È inutile raccontare sempre i comportamenti negativi: diamo invece lustro alle positività, perché non è vero che gli editori non rispondono mai. Continua a leggere

Piccolo è meglio?

Io credo nella piccola e media editoria. Credo anche che essere editori oggi presenti tante difficoltà in più di come poteva essere fare l’editore cinquant’anni fa, ma anche tante opportunità.
Una casa editrice è un’impresa e come tale deve rendere, anche se naturalmente ogni impresa al suo inizio deve mettere in conto di subire una perdita. All’inizio si investe e il guadagno si reinveste; in ogni azienda commerciale o di servizi si segue questo iter. Continua a leggere

Fiera del libro a Torino

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Due giorni di Fiera del libro a Torino. Due giorni intensi e stancanti. Molto stancanti.
Cosa ho portato a casa da questi due giorni?
Neanche un libro, tanto per iniziare. Non perché non ce ne fossero di interessanti. Anzi, il contrario. Continua a leggere