La tentazione di rivedere il suo viso è forte, vado a cercarlo in un’intervista. Sorrido al suo modo buffo di pronunciare quella erre in contrapposizione alla sua corporatura forte, ai suoi tatuaggi e al suo coraggio.
Mi torna alla mente quanto poco ci volesse per sentirsi coraggiosi nel leggere le notizie riportate sul suo blog.
Mi chiedevo, spesso, dove si fosse trovato a scrivere. Forse aveva preso appunti appoggiato malamente su un piano di fortuna, forse si era appoggiato a un muro percorrendo una qualunque stradina di Gaza, non riuscivo ad immaginare bene dove, come o quando, ma ero certa che lo facesse presto, anzi subito, prima di dimenticare quei dettagli che riteneva doveroso raccontare e portare alla luce per gli occhi di un mondo che ostinatamente abbassava le palpebre di fronte a quanto producesse impotenza ma, soprattutto, vergogna. Continua a leggere
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Fiocchi di vita
Scende la neve, a fiocchi.
Nessuno mi scalda in questa notte in cui tutti, o quasi, seduti alla tavola imbandita per l’occasione cincischiano alle dita nocciole e bucce profumate. Conosco la noia, l’ho conosciuta in tempi in cui le gambe sotto il tavolo diventavano guizzi d’impazienza.
Questa notte, vivo un problema diverso e non sento le mie gambe.
A fiocchi, scende il gelo sul mio viso.
Ripenso ai brusii in lingua sconosciuta, sottofondo che mi era indifferente, negli aeroporti che attraversavo sordo e cieco durante le mie irrinunciabili vacanze invernali.
Odori nuovi e mani nere dal palmo rosa. Continua a leggere