Non ho mai amato scrivere.
Quando leggo quelle biografie in cui l’autore dice di se stesso: “Scrivo fin da quando ero bambino. A otto anni ho scritto i miei primi racconti e non ho mai smesso di scrivere..” mi prende un pizzico d’invidia.
A otto anni io risolvevo problemi di matematica e poi in seguito espressioni algebriche, ma scrivere non mi è mai piaciuto.
Ai compiti in classe sfornavo solo temi stiracchiati e smilzi, dove solamente una forma corretta e pochi errori mi garantivano la sufficienza, e fuori dall’obbligo scolastico non ho mai scritto nemmeno due righe di diario, cosa che sembra essere prassi comune tra le bimbe e le ragazze poi.
Poi, un giorno, ho sentito che volevo scrivere e ho iniziato a meditare sulla cosa.
Non lo sapevo, ma ero già entrata in questo ‘meccanismo’ da cui difficilmente si esce.
Dopo poco il primo racconto e poi un sito insieme ad altri e un primo blog, poi un secondo, collaborazioni con altri e ancora… e ancora… e ancora…
Dunque, è successo questo: all’improvviso ho sentito che volevo scrivere e che avrei scritto (questo non significa ‘pubblicare’. Molti pensano che scrivere significhi ‘pubblicare libri’ ma non è così).
Allora, ho sentito che volevo scrivere e non ho preso in mano la penna ma dei libri. Anche se ho letto molto da sempre, non vuol dire che avessi gli strumenti per scrivere e perciò li ho cercati. Ho letto libri sulla scrittura e anche su altri argomenti, e romanzi. Poi ho fatto alcuni tentativi, non di racconti completi ma di immagini e sensazioni.
Nella mia immaginazione scrivere significava ‘romanzo’. Non avevo preso in considerazione altre modalità ma mi sono dovuta arrendere subito: tutti dicevano che si deve iniziare dai racconti.
Così, quando Stephen King pubblicò il suo On writing (uno dei miei libri cult) e lo lessi, all’interno c’era la sfida di King per scrivere un racconto che avrebbe partecipato ad un concorso online. Questa fu la scusa per scrivere il mio primo racconto.
Il racconto non era granché ma fu la molla per spingermi a scrivere altre cose. Poi decisi di preparare un sito di scrittura e mi cercai dei compagni d’avventura.
E qui ebbi una grande sorpresa…
continua…



sei fantastica!
Un bacio
stefania
scrivere scrivere
a che serve questo sciogliere …
inizia così un breve scritto relativo alla scrittura che,per me,è un di-a-logo,ovvero un doppio luogo e un doppio dello stesso luogo che,in fondo,è ognuno di noi.Quando poi si incontra la scrittura di un altro la cosa si moltiplica ancora di più.Nemmeno io ho scritto da sempre,letto,studiato ASCOLTATO,si moltissimo,anzi,credo che una gran parte della mia vita sia trascorsa ascoltando,tutto il fuori e poi,solo dopo molto tempo e trappole del tempo per …frenare rallentare la corsa,mettere a fuoco il già trascorso e aprire il presente,in porte continue,in punti di vista mutevoli,ecco,questo è accaduto dopo.Ho passato il primo mezzo secolo di vita e sto vivendo una parte che non durerà di certo quanto la prima,ma mi sta offrendo molto,moltissimo,relativamente allo scrivere,riesce a segnarmi con tale incisività e tale maestria che ciò che scrivo di mia mano ha preso da quei segni, vicinissimi …al tatto,una scrittura brail del corpo,come fosse uno solo con l’in-torn(i)o tutto.
Grazie morena, ferni
Gentile signora Morena
Il mio nome è Giancarlo Zambelli gli amici mi chiamano tutti con il diminutivo di Zambo. Abito in un paesino vicino al grande fiume Po,dove è stato girato il film di “Don Camillo”Ieri proprio il giorno di Pasqua una mia carissima amica mi ha regalato il libro “orfana di mia figlia”Non lo ancora letto, ma mi sento vicino a lei perchè anchio sono rfano di un figlio” perito a 100 metri da casa,aveva 26 anni,studiava a Bologna storia dell’arte (dams) . Da oggi incomincerò a leggere il suo libro,poi le dirò le mie impressioni. Nel frattempo la inviterei a presentare il suo libro qui nel mio paese,anche perchè chi mi ha dato l’oppurtunità di conoscere questo libro è una vostra collaboratrice
La vita è una montagna altissima con molte salite e poche discese,per tanto bisogna tenere lo zaino pronto,e salire con fatica la montagna. Con stima Zambelli Giancarlo Boretto (R.E.)
Giancarlo, ti ho risposto direttamente in mail. Spero ti sia arrivata. Grazie.