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	<title>Solo io e il silenzio</title>
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	<description>appunti disordinati</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:36:56 +0000</pubDate>
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		<title>I delitti della terza via</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[Davide Piazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[

I delitti della terza via 
Inedition/edizioni di Lucidamente 2007

pp. 184, € 14,00
 
Quando Giorgio Macchiavelli, detto Macchia, di professione investigatore privato, risolve il caso della sparizione dell’adolescente Serena, non immagina che dopo pochi giorni si ritroverà immerso in un caso ben più grave e dai risvolti tanto violenti e tragici.
Una Bologna bellissima e immersa nella neve, fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<p style="text-align:right;"><strong><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/05/i-delitti-della-terza-via1.jpg?w=155&h=213" alt="" width="155" height="213" />I delitti della terza via</strong> </p>
<p align="right">Inedition/edizioni di Lucidamente 2007</p>
<p><em></em></p>
<p align="right">pp. 184, € 14,00</p>
<p> </p>
<p style="text-align:justify;">Quando Giorgio Macchiavelli, detto <em>Macchia</em>, di professione investigatore privato, risolve il caso della sparizione dell’adolescente Serena, non immagina che dopo pochi giorni si ritroverà immerso in un caso ben più grave e dai risvolti tanto violenti e tragici.<br />
Una Bologna bellissima e immersa nella neve, fa da cornice a una vicenda dalle tinte molto forti e dai risvolti inattesi, in questo romanzo di Davide Piazzi, scrittore di racconti sfumati e malinconici, ora alla sua prima prova con il genere noir.<span id="more-81"></span><br />
La tensione, seppur resa più sopportabile dal carattere ironico di Macchia e del suo amico Luciano Solmi, detto <em>Lozzi</em>, psicologo mancato e desideroso di risolvere misteri, che lo affianca nelle indagini, rimane sempre densa e avvince il lettore ansioso di capire chi si cela dietro gli episodi di violenza che turbano il clima altrimenti tranquillo della città.<br />
E man mano si scende nelle pieghe tortuose della mente umana, si scende anche all’interno della città e dei suoi aspetti più segreti e subdoli, come in uno specchio in cui la città diventa simile ai suoi abitanti.<br />
Le indagini proseguono tra sorprese e nuovi orrori, fino alla tragedia annunciata e ormai inevitabile.<br />
Il ritmo è veloce, senza cadute di stile, e la storia è ben congegnata in ogni aspetto, compresa l’ultima inattesa sorpresa. Piazzi sa incatenare e trattenere l’attenzione del lettore e si arriva all’ultima pagina con l&#8217;amaro in bocca per aver concluso la lettura così velocemente. </p>
<p style="text-align:justify;"><em></em>Leggi <a href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/05/12/la-terza-via-e-all%e2%80%99incrocio-tra-orrore-e-malvagita/">l&#8217;intervista</a> a Davide Piazzi </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/81/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/81/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/81/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=81&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>CPU - racconto di Davide Piazzi</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/05/02/cpu-racconto-di-davide-piazzi/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 12:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[Davide Piazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata lavorativa, alla Standford Corporate, è cominciata ormai da più di due ore. Nell’ufficio 131, al primo piano, qualcosa però non va. Thompson ed il suo computer hanno dei problemi, ed il sistema automatico di rilevamento guasti fa partire una chiamata verso il centro d’assistenza interno. Dopo pochi minuti un tecnico entra nell’ufficio; ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/05/cpu_486_unknown.jpg?w=353&h=303" alt="" width="353" height="303" />La giornata lavorativa, alla Standford Corporate, è cominciata ormai da più di due ore. Nell’ufficio 131, al primo piano, qualcosa però non va. Thompson ed il suo computer hanno dei problemi, ed il sistema automatico di rilevamento guasti fa partire una chiamata verso il centro d’assistenza interno. Dopo pochi minuti un tecnico entra nell’ufficio; ha una valigetta di metallo chiaro con sé, e sembra deciso a risolvere il problema in fretta.</p>
<p style="text-align:justify;">«Salve, Jack!».<br />
«Richard! Sono davvero felice che abbiano mandato te, sei il migliore per queste cose».<br />
«Lasciamo perdere le lusinghe. Che succede allora? Che problemi ti dà?».<span id="more-79"></span><br />
«Mah, non so come spiegarlo… Oggi è lento, sembra proprio che non ne voglia sapere di fare il suo dovere. Continua a bloccarsi e, quando riparte, per fare una cosa impiega il triplo del tempo che solitamente impiegherebbe. I miei colleghi stanno lavorando celermente e io me ne sto qui a perdere tempo con questo. Ho delle cose da completare, e tra un’ora dovrei allacciarmi al Server centrale per fare lo scarico dei dati, ma non ce la farò mai di questo passo… Va a finire che…».<br />
«Sì… Ok, ho capito, dobbiamo fare in fretta. Dimmi, hai notato qualche cosa di strano stamattina? Non so, problemi d’accensione o con la password?».<br />
«No, niente di particolare, sembrava una mattinata tranquilla, come tutte le altre. Poi, invece… Ma non è che si è beccato un virus? Io non l’ho controllato, pensavo che lo faceste voi dell’assistenza tecnica… credevo che quando ce li portate qui fossero già testati, collaudati ed immunizzati!».<br />
«Infatti è così, Jack. Anche il tuo umano, come tutti gli altri che lavorano qui alla Standford, è stato vaccinato e immunizzato. Il lavoro di voi elaboratori è troppo prezioso per rischiare di essere compromesso da un banale raffreddore degli umani che vi sono assegnati. No, mi sento di escludere con certezza che si possa essere ammalato».<br />
«Ma allora cos’è che ha? Ma lo vedi? Ha lo sguardo perso nel vuoto, muove le dita sulla tastiera come se stesse sfiorando qualcosa di morbido e vellutato. Cosa gli può essere successo?».<br />
«Adesso diamo un’occhiata. Dunque… Le pupille rispondono alla variazione di luminosità… Il cuore ha un ritmo leggermente accelerato, ma niente di allarmante, e comunque… Oh, mio Dio!».<br />
«Che c’è?! Che succede?!».<br />
«Dimmi, hai notato qualcosa di strano nelle sue annotazioni personali, ultimamente? Ad esempio frasi strane scritte nei suoi appunti, o nella sua agenda?».<br />
«No, sto verificando ora, ma non c’è niente di particolare. Questo umano è di una noia mortale; casa e lavoro, lavoro e casa. Io ed il suo gatto siamo gli unici esseri intelligenti che frequenta».<br />
«Posta? C’è niente di strano nelle e-mail in uscita ed in ingresso, in questi giorni?».<br />
«Fammi guardare… Mi sembra tutto regolare… Sembra tutto in ord… ASPETTA!».<br />
«Cosa hai trovato?».<br />
«Non so bene… Centosettantotto e-mail spedite, in cinque giorni, alla stessa persona, possono essere “qualcosa di strano”?».<br />
«Chi è?».<br />
«Il destinatario è una certa Ellen Bergins, e sembra che… Sì, anche lei lavora qui, al terzo piano».<br />
«Ellen Bergins? Che strano… È l’ufficio in cui sarei dovuto andare dopo aver sistemato qui. Sembra che anche li ci siano dei problemi con l’umano. Lei gli ha risposto?».<br />
«Sembra di sì, vediamo… Sì, centosettantasette volte, per l’esattezza».<br />
«Questo conferma la mia ipotesi».<br />
«E cioè? Non tenermi sulle spine, Richard».<br />
«Si è innamorato, Jack! Cotto, fuso, partito!».<br />
«Oh, cavolo… Ma è grave? Si può riparare? Non dovrai mica formattarlo vero?».<br />
«No, non ne varrebbe la pena. Questo umano non è più molto giovane, formattarlo e reimpiantare memoria e capacità logiche sarebbe solo una perdita di tempo. A quel punto converrebbe assegnartene un altro».<br />
«Un altro?! Oh, no. Ti prego, Richard, fai qualcosa per riparare questo. Ma lo sai cosa significherebbe, per me, averne uno nuovo? Perdere un sacco di tempo, ricominciare da capo e dovergli insegnare tutto: dove si inserisce la carta nella stampante, come si cambia la cartuccia dell’inchiostro, il significato dei messaggi di errore che io invio… No, ci deve essere un’altra soluzione, e poi… <em>Che resti tra me e te…Lo so che è solo un umano, ma è da tanto tempo che è con me, ed io… Mi ci sono affezionato</em>».<br />
«Ti capisco vecchio mio, ho provato qualcosa di simile per quello che avevo io giù al laboratorio. Sai, mi aiutava, mi puliva, teneva in ordine la stanza. Era fedele ed ubbidiente; non mi ha mai dato un problema e, quando se n’è andato, ho sofferto parecchio».<br />
«Andato… Andato?!».<br />
«Pensione».<br />
«Capisco. Che si fa per questo? Come possiamo risolvere questa grana?».<br />
«Stammi ad ascoltare: ho già visto altre volte casi come questi. La cosa può durare giorni, settimane, forse addirittura mesi».<br />
«Mesi?».<br />
«Già, ma poi pian piano il problema si ridimensionerà. Se sarai fortunato potrebbe succedere che tra il tuo umano e questa Ellen Bergins, nasca qualcosa di serio. Potrebbero mettere su famiglia assieme, e questo potrebbe portarlo ad uno stato di felicità, tranquillità e di serenità tale come forse non lo hai mai visto».<br />
«Davvero? È molto di più di quanto sperassi, è meravigl… Ehm…».<br />
«Come hai detto?».<br />
«Io? Niente…Ci dev’essere un disturbo nel sistema audio…».<br />
«No, io ho sentito bene».<br />
«Richard… perdonami! Lo confesso, sono stato io».<br />
«Sei stato tu a fare cosa?!».<br />
«A metterli in contatto… Il mio umano ed Ellen. Lo uso da anni, e lo conosco bene. Non era felice, ed ogni giorno che passava il suo umore ed il morale peggioravano. Temevo che prima o poi potesse arrivare a fare una sciocchezza, così…».<br />
«Così?».<br />
«Così ho “casualmente” sbirciato nelle cartelle personali degli altri umani, femmine, che lavorano qui alla Standford, fino a che ho trovato lei. Mi sembrava andasse benissimo, e così li ho fatti incontrare, anche se solo virtualmente, per ora».<br />
«Maledizione, Jack… Ma lo sai quale rischio corri? In questa azienda non vedono di buon occhio che gli umani si lascino andare con i sentimenti, potrebbe essere controproducente!».<br />
«Ma tu prima hai affermato il contrario, hai detto che potrebbe addirittura rendere di più!».<br />
«Sì, e lo penso davvero, ma i dirigenti della Standford non hanno mai ritenuto opportuno fare investimenti a lungo termine. Gli umani devono rendere subito e tanto, altrimenti, via, si cambia. Ed è così anche per gli elaboratori che non rispettano i programmi. Lo sai che fine faresti tu se saltasse fuori tutta questa storia?».<br />
«Credo di sì, mi disconnetterebbero…».<br />
«Già, ti staccherebbero la spina e tu cesseresti di esistere! Vale la pena rischiare questo per dare la felicità ad un umano?».<br />
«Richard…».<br />
«Dimmi…».<br />
«Guardalo… Guardalo bene…».<br />
«Lo vedo…».<br />
«È rozzo, ignorante e commette un sacco di errori, ma ha una cosa che io e te non avremo mai».<br />
«E cioè?».<br />
«Quell’espressione da ebete dipinta sul viso. Quel misto di candore, passione e sentimento di cui noi conosciamo il significato, ma non potremo mai provarne l’effetto».<br />
«Capisco cosa vuoi dire, Jack, ma tu sei qui per fare il tuo dovere, ed io il mio».<br />
«Sì… Fai il tuo rapporto sull’intervento e non preoccuparti di ciò che mi succederà. Tu non hai nessuna responsabilità».<br />
«Grazie per la comprensione, amico».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Scheda d’intervento</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tecnico</strong>: Richard A21.<br />
<strong>Richiedente</strong>: CPU Jack A33.<br />
<strong>Problema segnalato</strong>: Difficoltà con l’umano.<br />
<strong>Soluzione</strong>: Attendere il ritorno alla quiete dello stato emotivo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Note per l’atteggiamento ed il comportamento della CPU richiedente. Indicare eventuali inosservanze delle disposizioni interne</strong><br />
La CPU Jack A33 ha prontamente segnalato il problema ed ha offerto la massima collaborazione per arrivare alla soluzione. Ha, inoltre, offerto lo spunto per risolvere un problema analogo, segnalato nell’ufficio dell’umana Ellen Bergins e della CPU Caroline B25, consentendo così al sottoscritto di ridurre notevolmente i tempi dei propri interventi. Tutto questo a beneficio della produttività della Standford Corporate. Segnalo la CPU Jack A33 per una nota d’encomio e per un nuovo incarico: quello di responsabile per l’addestramento degli umani.<br />
Nient’altro da aggiungere.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Davide Piazzi</em></p>
<p style="text-align:justify;">Un racconto che ci porta in un futuro che sembra assai prossimo e dai risvolti inquietanti.<br />
Macchine e umani sono sempre più vicini e lo diventeranno sempre di più. Davide Piazzi ci mostra fino a dove potremmo arrivare e lo fa con una bella scrittura limpida e snella, quasi da <em>tecnico</em> del settore. L’effetto sorpresa è assicurato. Di Piazzi non aggiungo altro. Presto avremo altre notizie di questo scrittore bolognese e delle sue storie.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Morena Fanti</em></p>
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		<title>Non c&#8217;è anima senza spirito - dal convegno Lo spirito della Poesia</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/04/20/non-ce-anima-senza-spirito-dal-convegno-lo-spirito-della-poesia/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 08:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non c’è anima senza spirito – Poesia della rinascita
A volte ci accadono cose che non vorremmo mai accadessero.
Se ci pensiamo da “spettatori”, da esterni della vita, siamo convinti che da certi frangenti sia impossibile uscirne e che se succedesse a noi non ce la faremmo mai. Eppure, la vita ci riserva spesso trattamenti che sentiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/04/san-miniato-al-monte-011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-78" src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/04/san-miniato-al-monte-011.jpg?w=500&h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>Non c’è anima senza spirito – Poesia della rinascita</strong></p>
<p style="text-align:justify;">A volte ci accadono cose che non vorremmo mai accadessero.<br />
Se ci pensiamo da “spettatori”, da esterni della vita, siamo convinti che da certi frangenti sia impossibile uscirne e che se succedesse a noi non ce la faremmo mai. Eppure, la vita ci riserva spesso trattamenti che sentiamo come ‘ingiusti’. Ci sono eventi che ci stroncano e ci buttano a terra e anche più sotto, in buchi neri e profondi da cui disperiamo di poter uscire.<br />
Il dolore e l’angoscia stravolgono completamente, oltre alla nostra vita, noi stessi e la nostra Anima.<br />
Tutto si annulla e si annienta soccombendo all’invasione del dolore.<br />
Quando accadde a me pensai di essere morta, morta nella mia parte più interna, quella invisibile a tutti.<span id="more-77"></span><br />
All’improvviso ero il nulla, cancellata dagli eventi e irriconoscibile anche a me stessa. Mi sentivo come “non esistente”, in una terra di nessuno dove <em>non ero</em>.<br />
Non ero più niente e non avevo più nulla se non i miei pensieri, il <em>cogito</em> tanto caro a Cartesio.</p>
<p style="text-align:justify;">“ … io sono dunque sicuro dell&#8217;esistenza del mio pensiero poiché dubitare è pensare; ma per pensare bisogna essere: è dunque indubitabile che, poiché io penso, io sono (cogito ergo sum, io penso dunque io sono.”</p>
<p style="text-align:justify;">“La mia terza massima era di cercare sempre di vincere me stesso piuttosto che la fortuna, e di mutare i miei desideri piuttosto che l’ordine del mondo; e, in genere, di abituarmi a credere che non vi è nulla, al di fuori dei nostri pensieri, interamente in nostro potere, dimodoché, quando a proposito delle cose esteriori abbiamo fatto del nostro meglio, tutto ciò che non ci riesce resta, per quel che ci concerne, assolutamente impossibile.”</p>
<p style="text-align:justify;">“… ma la ragione per cui parecchi sono persuasi che sia difficile conoscere che cos’è l’anima loro, è che non elevano mai il loro spirito al disopra delle cose sensibili, e che sono talmente abituati a considerare tutto per immagini da non ritenere intelligibile tutto ciò che non è immaginabile.”</p>
<p style="text-align:justify;">Sentendo i miei pensieri intuivo di essere ancora viva, pur senza esserne del tutto consapevole. I pensieri, i dubbi, le domande sono ciò che hanno animato il percorso che feci allora, quello che ho raccontato nel mio libro (<em>Orfana di mia figlia</em>, Il pozzo di giacobbe editore, 2007).<br />
I pensieri formulano domande e le domande esigono ricerca delle risposte.<br />
Indipendentemente dal trovare o meno la risposta, è l’atto in sé che costruisce vita e porta alla rinascita.<br />
Forse formularsi una domanda è già il primo passo per sapere che, nell’atto del dubitare è già compreso il respiro vitale. In quel <em>fiato</em> che domanda, che scava dentro noi e i nostri pensieri, è già la vita stessa. Questo è già sufficiente per sentire di essere vivi, di avere ancora quel respiro vitale, quel <em>pnèuma</em>, come lo chiamavano gli antichi greci, o <em>spiritus</em> come i latini, che significa ‘soffio’, ‘respiro’, ‘alito’. E, quando tutto sembra perso, è un <em>alito</em> quello che basta a salvarci.<br />
Lo Spirito è elemento solo dell’uomo, solo umano, ed è il mezzo che congiunge il nostro corpo e la nostra Anima. Così lo immagino lo Spirito: una mano che si avvicina e si allunga in un braccio dall’apparenza sottile ma forte, <em>molto forte</em>, e quel braccio si tende fino al massimo e ancora oltre e scende in un luogo in cui c’è il nostro Io, quello interno, quello nascosto, quello sconosciuto, e lo riprende e lo tira a sé portandolo fino in superficie.<br />
E così ha fatto quel mio Spirito: è sceso e ha recuperato la mia Anima Persa.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">nello spargere detriti,<br />
mare di scorie e frantumi<br />
e brandelli e rifiuti;<br />
nel regredire e nello scendere<br />
- di me e con me e senza me e annullando me –<br />
in fondo al buco di tenebre e d’ombra,<br />
assenza e buio in rapido svolgimento,<br />
il primo barlume<br />
è un fiato sottile e improvviso<br />
acuto e rotondo<br />
è madre e radice<br />
utero e sorgente:<br />
in colori di sole e di terra<br />
avvitamento ed espansione</span></p>
<p style="text-align:justify;">L’anima è il mio vero io. Lo spirito è il fiato, il respiro che la tiene in vita, che la può ritrovare e aiutare a rinascere.<br />
Le vedo come due entità poste su due livelli diversi, unite da un ponte e quel ponte sono i nostri pensieri, l’unica cosa su cui abbiamo potere, l’unica cosa che ci distingue dagli animali.<br />
Entrare nei pensieri, nelle <em>cose immateriali</em>, è l’unico modo per staccarsi dall’esteriorità e per ‘elevarsi’. La spiritualità a confronto con se stessa, in un rimbalzare di pensieri e momenti di meditazione. Riflettere su chi siamo veramente è un’operazione di grande responsabilità verso la nostra Anima.<br />
Lo Spirito è la nostra essenza più pura, il nostro ‘profumo interiore’, quello che pochi possono sentire e che noi stessi dobbiamo cercare a fondo, a volte increduli di possederlo.<br />
In questa analisi e ricerca che feci, ero racchiusa nella mia parte interna, nell’introspezione e nell’esame di me stessa e di ciò che ero. Avevo poche cose che sentivo sicure (oltre alla famiglia e all’affetto che mi dava) e una di queste è stata la natura, che ha fatto da tramite tra meditazione e universo. La natura come Madre e come Maestra di vita:</p>
<p style="text-align:justify;">“All&#8217;inizio ho trascorso dei mesi di immobilità, in cui mi domandavo solo chi ero e cosa avrei potuto fare della mia vita. Chiusa in un bozzolo di indolenza, guardavo gli alberi, quelli enormi dietro la casa, ed osservavo le loro trasformazioni. Prima sono cadute tutte le foglie, dopo aver cambiato colore e essersi seccate. L&#8217;albero è rimasto immobile, nero, con quelle braccia secche che urlavano al cielo, proprio come me. Mesi di pigrizia assoluta: solo dita secche nel bianco silenzio del cielo.<br />
Tutto l&#8217;inverno è passato in questo modo e io ne ero tranquillizzata perché sentivo che era giusto: la natura si adeguava a quello che provavo ed era gelo, uggia, indifferenza, apatia, grigia opacità opprimente. Poi, un giorno di febbraio, mentre raccoglievo le ultime foglie dei platani, con la scopa di metallo, ho scoperto un inizio di giacinto e due margherite, che dormivano sotto il tiepido calore. Mi sono chinata a toccarle e le ho sentite vive e ho pensato che prima o poi dovevo decidermi, e vivere anch&#8217;io come loro.<br />
Qualche giorno dopo i rami degli olmi non erano più così neri e scarni, si intravedevano già le gemme delle nuove foglie, ed erano di un verde così tenero, da convincere anche la mia anima. Allora ho capito che stavo aspettando proprio questo e che avevo sempre saputo come sarebbe finita. La prima sensazione è stata di timore: queste pressioni, che anche la natura mi faceva, affinché mi muovessi, mi preoccupavano. E se non ci fossi riuscita? Se lo sforzo era ancora troppo grande per me e le mie modeste forze? E, soprattutto, da dove potevo iniziare questo rinnovamento?<br />
La tanto attesa spinta alla rinascita ora mi tormentava, ma vedere gli alberi e i fiori che si preparavano al risveglio dopo l&#8217;inattività invernale mi tranquillizzava. Da quanti anni quegli alberi erano lì, di guardia alla casa e proseguivano il loro ciclo, anche senza l&#8217;intervento dell&#8217;uomo? Tutto questo era rassicurante: come realizzare l&#8217;impresa impossibile di rinascere dalle proprie ceneri. La natura è indipendente, vive sempre anche senza di noi.<br />
Forse anch&#8217;io dovevo fare altrettanto. Dopo tanti mesi passati a scrutare dentro me stessa, era arrivato il momento di guardare anche al di fuori e vedere il resto del mondo e la seconda parte della mia rinascita: le persone.<br />
Sono molto legata a quel periodo, perché senza il Verde della Natura, non avrei mai più visto il Giallo, il Rosso, l&#8217;Azzurro&#8230;” <em>Da uno scritto del 2003.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Da questa mia ricerca interiore, da questa meditazione e successiva riscoperta della mia Anima e dal mio ri-trovarmi, sono nate le mie prime parole in forma di versi, in un avvicinarsi, anche se ancora molto lontano e informe, alla Poesia.<br />
La poesia ha insito fin dalla sua origine semantica un carattere prevalentemente operativo; l&#8217;atto poetico è innanzitutto un atto creativo e fattuale, dal termine greco <em>poiein</em> che ha il significato di &#8216;fare&#8217;, &#8216;creare&#8217;.<br />
Si tratta chiaramente di una fattualità intesa in senso lato che ha anzi la necessità di essere accolta, ricevuta da qualcuno perché‚ possa realmente manifestarsi, farsi &#8216;cosa&#8217;, realizzarsi.<br />
Il solo processo attraverso il quale tale operatività si concretizza è la comunicazione, e comunicare è il grande mezzo della parola poetica.<br />
In una nota poesia, tratta dalla raccolta Foglie d&#8217;erba (<em>Leaves of Grass</em>, 1855), il grande poeta americano Walt Whitman (1819-1892), interrogatosi sul perché della vita, così si rispondeva:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Che tu sei qui - che esistono la vita e l&#8217;individuo,<br />
che il potente spettacolo continua, e che tu puoi<br />
contribuirvi con un tuo verso.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Indiscutibile, quindi, il grande potere che ha su noi e la nostra Vita, la parola poetica: è il grande indicatore del nostro fare, <em>dell’essere</em>, come sinonimo dell’esistere in profondità e dell’atto di ricongiungersi con l’Anima e lo Spirito. E comunicare questo è già Vivere: è la Vita nel suo aspetto più vero e profondo.</p>
<p style="text-align:right;">19 aprile 2008<br />
<em>Morena Fanti</em></p>
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		<title>Lo spirito della poesia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 09:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[
Domani sarò qui in questo luogo magnifico.
Domenica posterò il mio intervento e a seguire una breve (oppure no) relazione
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/04/s_miniato_facciata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-76" src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/04/s_miniato_facciata.jpg?w=300&h=400" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p><a href="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/04/firenze19aprile08a4.doc">Domani sarò qui</a> in questo luogo magnifico.</p>
<p>Domenica posterò il mio intervento e a seguire una breve (oppure no) relazione</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/74/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/74/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/74/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=74&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Oro, incenso e polvere</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 09:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[Valerio Varesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oro, incenso e polvere
Valerio Varesi
248 pp. 16 euro -Frassinelli 2007

E’ un Soneri sempre meno personaggio e sempre più uomo, quello che troviamo nell’ultimo romanzo di Valerio Varesi Oro, incenso e polvere (Frassinelli editore 2007), e questo uomo commissario, con tutte le sue ansie e i suoi timori ci piace sempre di più.
Il cadavere carbonizzato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2008/04/oroincenso.jpg?w=216&h=314" alt="" width="216" height="314" />Oro, incenso e polvere<br />
Valerio Varesi<br />
248 pp. 16 euro -Frassinelli 2007</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em><br />
E’ un Soneri sempre meno personaggio e sempre più uomo, quello che troviamo nell’ultimo romanzo di Valerio Varesi Oro, incenso e polvere (Frassinelli editore 2007), e questo uomo commissario, con tutte le sue ansie e i suoi timori ci piace sempre di più.<br />
Il cadavere carbonizzato di una sconosciuta viene trovato nei pressi dell’autostrada, vicino al luogo dove è avvenuto un incidente. Le prime indagini indicano che si tratta di Nina, giovane e bellissima rumena che se la faceva con alcuni ricchi parmensi. Quando si scopre che Nina era incinta, per Soneri inizia un doppio percorso: le indagini sul delitto si affiancano a un ritorno al passato e ai nodi mai risolti della sua vita, mentre ricorda quando, molto giovane e sposato con Ada, perse il figlio che non aveva mai avuto. La determinazione con cui Soneri insegue l’assassino di Nina è vissuta dal commissario come una forma di riscatto dalla parte dolorosa del suo passato. Intanto, ad aumentare l’ansia e il disagio di Soneri, anche Angela, la sua battagliera e caotica compagna, vive una crisi e gli confessa che nella sua vita c’è un altro uomo.<span id="more-65"></span><br />
Le indagini proseguono, all’inizio confuse e nebbiose, come il panorama che circonda Parma nelle pagine del romanzo, poi come scivolando su un cumulo di mondezza e rivelano, attraverso falsità e disprezzo della vita altrui, marciume e corruzione.<br />
La fase finale rappresenta per Soneri un ulteriore colpo alla sua fiducia nel genere umano e si intuisce che questa delusione farà parte del nuovo Soneri e lo renderà ancora più deciso e motivato nelle indagini future.<br />
Questo libro rappresenta una doppia crescita: quella del commissario Soneri, che acquista sempre più spessore nelle sue introspezioni e anche nelle sue ‘imperfezioni’, e quella dello scrittore Varesi che affina sempre di più la sua penna ferendoci a fondo con le brutture nascoste, e non, della nostra società.</p>
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	</item>
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		<title>Tessuti dal silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 14:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[
*
invisibile
è una stanza in cui navigare,
un mondo in cui rotolare,
un cielo in cui volare
un ritaglio di feltro
un rombo di seta
un cerchio di tulle
un quadrato di felpa
sono fili di lana
a intrecciare parole
dipingere sogni
forgiare pensieri
un rotolare di sillabe
sul foglio incolore.
*
è creazione
a volte parla
spesso urla
fa rumore dentro
e suona come un cuore
impazzito
oppure accarezza
come dolci parole
e sospiri leggeri
nel calore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/02/13-lucrezio.jpg"><img src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/02/13-lucrezio.jpg?w=540&h=378" alt="" width="540" height="378" /></a></p>
<p>*<br />
invisibile</p>
<p>è una stanza in cui navigare,<br />
un mondo in cui rotolare,<br />
un cielo in cui volare</p>
<p>un ritaglio di feltro<br />
un rombo di seta<br />
un cerchio di tulle<br />
un quadrato di felpa</p>
<p>sono fili di lana<br />
a intrecciare parole<br />
dipingere sogni<br />
forgiare pensieri<br />
un rotolare di sillabe<br />
sul foglio incolore.<span id="more-64"></span><br />
*<br />
è creazione</p>
<p>a volte parla<br />
spesso urla<br />
fa rumore dentro<br />
e suona come un cuore<br />
impazzito<br />
oppure accarezza<br />
come dolci parole<br />
e sospiri leggeri<br />
nel calore del collo.<br />
è pesante al suolo<br />
oppure lieve e gonfio<br />
in aria<br />
nuvola tonda<br />
in cui sdraiarsi<br />
e sognare</p>
<p>*<br />
necessario</p>
<p>in una stanza<br />
che racchiude parole<br />
che solo i muri hanno sentito,<br />
emozioni respirate<br />
e pensieri divorati<br />
passato e presente<br />
che si rincorrono<br />
annullandosi.<br />
muta<br />
respiro piano<br />
reggendo i fili<br />
alternando colori<br />
in un disegno ripetuto<br />
un quadro già colorato<br />
sillabe come sfere rotolanti<br />
che arrivano al bersaglio<br />
e colpiscono duro<br />
sferzando l’aria<br />
levigando il cuore</p>
<p>*<br />
cinque minuti</p>
<p>per un silenzio<br />
che ha bisogno di spazi,<br />
di luoghi non luoghi<br />
di mare e onde<br />
colori e rumori</p>
<p>si nutre di sé<br />
e si sazia di me<br />
cresce e si gonfia<br />
scende e s’affloscia:<br />
minuti brevi e cattivi<br />
respiri e rantoli.</p>
<p>un nulla di cinque minuti<br />
un vuoto da riempire<br />
un’anima da consolare<br />
un cuore da rivoltare.</p>
<p>si stringono e stritolano<br />
allungano e deformano<br />
amplificano e assordano.<br />
Sono solo cinque minuti di niente.</p>
<p>*<br />
ha pareti di gomma<br />
e finestre d’organza<br />
soffitto di vento<br />
e pavimento di mille colori<br />
in cui rotolarsi e sporcarsi</p>
<p>è una notte senza luna,<br />
e un giorno di grande vento<br />
un mare in burrasca e<br />
un rombo di tuono.</p>
<p>è un prato con fiori gialli,<br />
parole provocate<br />
che colorano l’aria<br />
in pensieri blu<br />
e respiri rossi.</p>
<p>è vibrazioni dell’anima<br />
ditate di rosa e d’azzurro<br />
tonde macchie allungate<br />
sul bianco del cielo.</p>
<p>è coperta morbida<br />
lana e seta<br />
e calore trattenuto.<br />
Mi avvolgo e resto.</p>
<p>*<br />
luci spente<br />
note in background<br />
fili arrotolati<br />
pensati e non urlati<br />
mute carezze in fondo al viale<br />
aria fresca insapore<br />
inghiotto<br />
trangugio<br />
assenza e frequenza<br />
finalmente silenzio.</p>
<p style="text-align:justify;">Il silenzio ha forte <em>presenza</em> per chi si ferma ad ascoltarlo: è un territorio sempre nuovo e in continuo rinnovamento, da esplorare e vivere.<br />
Il silenzio ha colori, spessori, intrecci e <em>tessuti</em>.<br />
Il silenzio crea pensieri, descrive emozioni, le raccoglie e le attorciglia. Forma quadrati, rettangoli e frammenti e unisce le trame, gli orditi e i disegni creando e tessendo.<br />
Il silenzio tesse e il silenzio forma. Nel silenzio le forme, nel silenzio le pennellate e le ditate sporche di colore.<br />
L’ombra è necessaria a fare luce, e il silenzio è necessario a formare le parole.<br />
L’assenza crea la presenza.<br />
Nel silenzio mi adagio e mi appoggio, rimbalzo e volo, nuoto e respiro.<br />
E’ tranquillizzante (e necessario) per vedere ciò che il rumore nasconde e offusca.<br />
Ripulirsi dal superfluo e risalire a galla, scendere sul fondo e ritrovare la spinta, in un ondeggiare perpetuo alla ri-scoperta di se stessi.<br />
Il silenzio contiene materie inesplorate e inespresse.<br />
E’ anche un ambiente confortevole e amico: una casa con pareti su cui rimbalzare, soffitto da respirare e pavimento da colorare. E’ fantasia e raccoglimento, meditazione e scioglimento, tavolozza e telaio.<br />
Il frastuono incombe intorno a noi, ma il silenzio è sempre possibile.<br />
E desiderabile.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p>Tratto dal libro <a href="http://www.faraeditore.it/html/neumi/silenziopoesia.html"><em><strong>Il silenzio della poesia</strong></em> (</a> Fara editore 2008 )</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;immagine, Lucrezio di Roberto Matarazzo (link all&#8217;autore a lato), mi ha ispirato nella scrittura. Perciò da allora è nella testata del blog, che del silenzio ne ha fatto una bandiera.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Acqua storta – una spietata storia d’Amore</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/04/01/acqua-storta-%e2%80%93-una-spietata-storia-d%e2%80%99amore/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 12:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://morenafanti.wordpress.com/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[Intervistare Luigi Romolo Carrino (quanto mi piace dirlo così tutto di seguito! non abbreviato, non storpiato, ma tutto bello intero e diretto. Un nome adatto  alla copertina dei libri. Quando si dice la fortuna del nome&#8230; Stephen King docet) è stata giusta e inevitabile conseguenza, dopo la lettura del suo romanzo Acqua storta (Meridiano Zero 2008- 128 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2008/03/carrino.jpg"><img border="0" vspace="2" align="left" width="334" src="http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2008/03/carrino.jpg?w=334&h=227" hspace="3" height="227" /></a>Intervistare Luigi Romolo Carrino (quanto mi piace dirlo così tutto di seguito! non abbreviato, non storpiato, ma tutto bello intero e diretto. Un nome adatto  alla copertina dei libri. Quando si dice la fortuna del nome&#8230; <em>Stephen King docet</em>) è stata giusta e inevitabile conseguenza, dopo la lettura del suo romanzo <em>Acqua storta</em> (Meridiano Zero 2008- 128 pp. 10,00 euro).<span id="more-63"></span><br />
Carrino possiede una penna affilata anche quando si tratta di poetare, ed in questo libro ne ha usata una che trafigge e inchioda alla sedia il lettore.<br />
Appena terminata la lettura (la <em>prima </em>lettura!) ho scritto due righe sul romanzo e ho preparato qualche domanda per l&#8217;autore che è stato tanto gentile da rispondermi.</p>
<p align="justify">E <a href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/04/01/acqua-storta-%e2%80%93-una-spietata-storia-d%e2%80%99amore/#more-2828">questo è il risultato</a>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/63/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/63/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/63/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=63&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ancora sul silenzio - commento di Salvatore Jemma</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/03/27/ancora-sul-silenzio-commento-di-salvatore-jemma/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[[... ] il silenzio può essere una condizione sia negativa che positiva; questo concetto lo si può semplificare dicendo che il silenzio può essere subìto oppure accolto, ma anche in queste due condizioni non è detto che la prima sia solo negativa e la seconda positiva. La poesia contiene il silenzio ma chiede di sconfiggerlo, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify">[... ] il silenzio può essere una condizione sia negativa che positiva; questo concetto lo si può semplificare dicendo che il silenzio può essere subìto oppure accolto, ma anche in queste due condizioni non è detto che la prima sia solo negativa e la seconda positiva. La poesia contiene il silenzio ma chiede di sconfiggerlo, è anche silenzio ma si nutre della voce, impone il silenzio ma vuole ricevere ciò che lo nega; insomma, c&#8217;è una perenne contraddizione e un continuo scontro in tutta l&#8217;arte (quando dico poesia, intendo ciò che viene espresso da un&#8217;opera); la poesia, che è fatta di parole direi &#8220;compresse&#8221; le quali aspettano appunto di &#8220;esprimersi&#8221;, mette in evidenza questa contraddizione in misura maggiore, più di qualsiasi altra opera d&#8217;arte.<span id="more-62"></span> Qualcuno ritiene che la poesia sia fondamentalmente un retaggio di riti misterici e magici, che sia ancora una sorta di rito magico. Non so se essere proprio d&#8217;accordo con questa visione, ma certo il rito magico ha in sé l&#8217;accordo con il silenzio, e ciò che formula richiede sia l&#8217;ascolto che l&#8217;accettazione di quel silenzio. Va infine aggiunto, che c&#8217;è oggi anche un silenzio che &#8220;uccide&#8221; se non la poesia, però certo il confronto di questa con il mondo e le persone: è quel velo di indifferenza che viene steso su di essa, di cui è colpevole sia una certa logica strettamente mercantile (ma fin qui non ci sarebbe nulla di che scandalizzarsi, la poesia non sarà migliore o peggiore se vende o non vende, ma sarà certo più asfittica e autoreferenziale se sarà letta soltanto da una stretta cerchia), sia una certa poesia (e i poeti che la propugnano, naturalmente) la quale si è isolata e staccata dal mondo stesso, ignorandolo e disprezzandolo. Se la poesia non parla alle persone, a chi dovrà parlare? La musica, l&#8217;arte pittorica lo fanno, lo hanno fatto, esprimendo nel bene e nel male sentimenti, proponendoli, appropriandosene, diventando anche parte di una certa coscienza del mondo. Di fronte a questo, una certa poesia esprime solo un silenzio che definirei di morte. Naturalmente, qui non sto preannunciando nessuna morte della poesia, ci mancherebbe, la poesia è ben viva e vegeta, ma ha bisogno di uscire tra le cose del mondo, di cantare tra quelle (anche silenziosamente).</p>
<p align="justify">Ripreso dai commenti a <a href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/03/17/lindugio-e-il-silenzio-nella-poesia/">questo saggio</a> dello stesso Salvatore Jemma.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/62/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/62/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/62/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=62&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Diario</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/03/24/diario/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 16:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi regalo a questo blog la categoria &#8216;diario&#8217;.
Non può esistere un mio blog senza questa categoria.
Non posso fare a meno di scrivere di me alcune volte.
Credo sia una persecuzione che devo subire, perché da adolescente non ho mai scritto una pagina di diario e ora la vita si vendica con me.
Apro questa categoria perché queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify">Oggi regalo a questo blog la categoria &#8216;diario&#8217;.<br />
Non può esistere un mio blog senza questa categoria.<br />
Non posso fare a meno di scrivere di me alcune volte.<br />
Credo sia una persecuzione che devo subire, perché da adolescente non ho mai scritto una pagina di diario e ora la vita si vendica con me.<br />
Apro questa categoria perché queste ultime giornate sono state così dense che non posso fare a meno di scriverlo, anche se non ho tempo per stare qui e buttare giù due righe decenti.<br />
Lo dico e basta.</p>
<p><span id="more-61"></span><br />
Quindi, o lo scrivo qui o in uno dei miei altri sette o otto blog (ora non ricordo più quanti sono&#8230;), ma mi sembrerebbe sciocco dover scrivere in un altro blog, visto che ho dato a questo Solo io e il silenzio una sorta di ufficiosa ufficialità.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/61/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/61/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/61/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=61&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La rivista Viadellebelledonne</title>
		<link>http://morenafanti.wordpress.com/2008/03/21/la-rivista-viadellebelledonne/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 08:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[attualità]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Nasce la rivista telematica Viadellebelledonne, dall’esperienza redazionale del blog letterario omonimo. La rivista di cultura letteraria rappresenta l’esperimento, ormai consolidato sul web, della scrittura intesa come approfondimento e sinergia di competenze diverse nel campo del sapere. Il numero zero prende avvio attorno ad un piccolo nucleo di articoli che nei numeri successivi diventeranno sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/03/uk1333.jpg" title="uk1333.jpg"></a><img border="0" width="340" src="http://morenafanti.files.wordpress.com/2008/03/uk1333.jpg?w=340&h=62" alt="uk1333.jpg" height="62" /> </p>
<p align="justify">Nasce la rivista telematica <b><a target="_blank" href="http://www.viadellebelledonne.it/">Viadellebelledonne</a></b>, dall’esperienza redazionale del <a target="_blank" href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/"><strong>blog letterario omonimo</strong></a>. La rivista di cultura letteraria rappresenta l’esperimento, ormai consolidato sul web, della scrittura intesa come approfondimento e sinergia di competenze diverse nel campo del sapere. Il numero zero prende avvio attorno ad un piccolo nucleo di articoli che nei numeri successivi diventeranno sempre più numerosi.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/morenafanti.wordpress.com/59/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/morenafanti.wordpress.com/59/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/morenafanti.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/morenafanti.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/morenafanti.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/morenafanti.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/morenafanti.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/morenafanti.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/morenafanti.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/morenafanti.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/morenafanti.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/morenafanti.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=morenafanti.wordpress.com&blog=1654676&post=59&subd=morenafanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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