Ogni scarrafone è bello ad autore sojo

Wichbabe

Mi convinco sempre più della benevolenza con la quale ci leggiamo, leggiamo i nostri testi.
Se mi guardo in giro, proprio da qui, dallo schermo del mio compagno, mi accorgo che in giro c’è molta (molta, molta. come dite voi molta?) fuffa.
Trovo testi zoppicanti sia nell’ortografia sia nel tessuto della storia.
Trovo testi che mi affatica leggere e che spesso mollo dopo le prime righe, tanto la loro lettura mi risulta ostica.
Eppure, poco dopo, trovo quegli stessi testi, o i loro fratelli, pubblicati da un editore.
Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abbia trovato degno di lettura una storia raffazzonata alla meglio e piena di banalità.

Poi apro un mio file e lo rileggo: qualcosa sto sbagliando e voglio capire cosa. Continua a leggere

Le buone notizie

differenze_romanzo_racconto

Non sono tanto buone a ben pensarci.
Ho riletto tutti i miei sedici racconti (sedici racconti per un totale di 76 pagine) e non ho trovato nulla da aggiungere. Da togliere men che meno. E ci mancherebbe! Già sono ridotti all’osso.
Niente da aggiungere, e pochissimo da modificare: due virgole e un aggettivo forse. Continua a leggere

L’emozione della musica

concerto Lucio Dalla Bologna 2013

Questo è un pensiero che feci anche anni fa, non ricordo in che occasione, ma l’ho fatto più di una volta.
Ed è il pensiero che ho ripreso assistendo (da casa) al concertone in onore di Lucio Dalla, svoltosi nella nostra bellissima Piazza Maggiore, quella che lui chiamava “Piazza Grande”.
La letteratura è una grande Arte, è vero, un’arte che sa avvincere ed emozionare. Ma la letteratura non porta la gente in piazza (non così tanta e non così avvinta dalle parole) e non unisce nel modo intimo e profondo come fa la musica. Avete mai visto migliaia di persone attorno a un palco che ripetono parole mandate a memoria scritte da altri in un libro? Continua a leggere

Come iniziare la stesura di un libro

8602281-giovane-donna-sola-sulla-strada-nella-notte-in-attesa-di-qualcuno-da-dietro-la-paura-da-assalto

Il titolo proviene dalle frasi digitate su google e che hanno portato visite a questo blog.
Qui trovate altre frasi e altri ‘consigli’ di scrittura. L’ultimo, tra l’altro, è Come impostare la stesura di un libro, titolo quasi uguale a questo. Forse tra le due cose non c’è differenza, però si può sempre aggiungere qualcosa. Vedremo se è vero, se aggiungerò o mi ripeterò.

Come iniziare la stesura di un libro.
Ci sono molte possibili soluzioni, modi di approcciarsi a questo libro che vive nella nostra testa.
Per prima cosa io direi: raccogli il materiale.
Che significa? Continua a leggere

Lettera aperta a chi scrive agli esordienti

stephen_king

Sono tutti pieni di consigli per gli esordienti.
Io leggo e faccio tesoro di tutto: magari in mezzo ce n’è uno buono. Di consigli, dico.
Tutti hanno qualcosa da dire per contribuire alla consapevolezza di questi poveri scrittori che non sanno nulla e arrancano in un territorio pieno di buche.
Ad esempio, leggo qui e scopro che “gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente (un loro pari, quindi) e spendere poi il loro tempo a leggerlo”.
Io, per anni, ho comprato, letto e recensito libri di autori poco noti pubblicati da case editrici di cui non avevo conoscenza fino a un attimo prima. Continua a leggere

Le recensioni negative

recensioni

Chi scrive un testo, lo termina, lo consegna alla pubblica lettura, pensa di avere fatto un buon lavoro, altrimenti non lo farebbe leggere, ma lo terrebbe sul disco fisso per riservarsi il potere/diritto/dovere di fare riletture e correzioni.
Chi scrive deve sapere che non potrà mai piacere a tutti: se si piace a tutti significa che il testo non dice niente e che non ha preoccupato, scombussolato, disgustato, nessuno. Se io ricevessi consensi unanimi mi preoccuperei.
È come nella vita: se tutti ti trovano simpatica, vuol dire che non ‘sai di niente’, che non hai carattere. Continua a leggere

Una riflessione sul mio romanzo “La centesima finestra”

La centesima finestra.om

A seguito dell’ultima recensione pubblicata in rete, questa a opera di Stravagaria, che vi segnalo perché mi sembra molto onesta e attenta, ho continuato le riflessioni su ciò che ho scritto.
Scrivo “ho continuato” perché le ho iniziate quando ho avuto il primo riscontro.
Io ascolto tutto e ci medito. Magari non arriverò a niente, ma io spero sempre di capire qualcosa in più, qualcosa che finora mi è sfuggito. E spero che questo mi serva per i prossimi romanzi. Continua a leggere

Esiste ancora l’etica? La scrittura e il web vanno troppo d’accordo

etica

Esiste il senso di certi valori?
È giusto sollecitare, richiedere un parere positivo, un ‘voto’? Non parlo di politica, anche se credo che ogni discorso che tocchi etica e morale, sia anche un discorso politico.
Parlo di comportamenti collegati a un certo uso del web.
È giusto mandare messaggi a tutti i contatti di twitter, o di facebook, o di altri social, senza distinguo, senza preoccuparsi di invadere la ‘testa’ altrui e di spingere a fare cose di cui non si ha la minima voglia?

Continua a leggere

Come impostare la stesura di un libro

scrivere un libro“Impostare la stesura di un libro” è una faccenda impegnativa.
Impostare significa gettare le basi, preparare gli ingredienti, metterli in fila affinché sia più facile prenderli e usarli, significa pesare le giuste quantità e soprattutto significa dare il giusto peso a quella voce “q.b.” che significa molte cose, soprattutto che non beccheremo mai la dose perfetta.
Se pensate di essere capitati in un blog di cucina, vi invito a pensare alle affinità esistenti tra la medesima e la letteratura: intanto ambedue sono pratiche artistiche, misteriose e piene di segreti. E poi, cos’è che tutti cercano quando digitano queste frasi su internet?

Ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Chi digita queste frasi cerca la ricetta segreta, quella perfetta, quella sconosciuta a tutti ma che verrà rivelata a lui, per comporre, creare, cucinare un libro.
La ricetta non esiste. Non ne esiste solo una e non è mai perfetta. Finché non l’avremo elaborata e aggiustata sui nostri insuccessi, sui romanzi bruciacchiati, troppo salati, con un sugo sciapo, poco amalgamato e una presentazione banale con le pagine buttate sul vassoio a casaccio.

Finora ho celiato, ma non così tanto come potrebbe sembrare.

La verità è che la stesura di un libro richiede molta cura e pazienza e non esiste davvero la ricetta perfetta.
Ogni libro necessita di un diverso metodo; non esiste il metodo universale. La scrittura non è un telecomando. Continua a leggere

Non è mai troppo tardi

Per tornare sulle vicende del nostro eroe, l’autore esordiente di cui a questo post, oggi (pochi minuti fa) ho ricevuto una mail.
Devo dire che ho impiegato qualche minuto per capire chi fosse il mittente, tal Manoscritti CdF.
Ho capito che poteva essere una casa editrice che aveva ricevuto il mio romanzo, ma proprio non mi sovveniva il nome. Continua a leggere

Quando la storia macina

Un romanzo non nasce mai definito alla perfezione: si parte con un’idea e si arriva con un’altra.
L’evoluzione viene dai personaggi, che sono esseri fatti non di sola carta (meglio sarebbe dire: non di sole parole, perché ‘la carta’ ormai non è più l’unico modo di veicolare le storie. Stamani ero all’ambulatorio per effettuare un prelievo del sangue e, su 40 persone presenti, sei usavano uno smartphone, di qualsiasi marca fosse, e ben due leggevano su un eReader), ma di sentimenti e passioni.
Quando si inizia a scrivere, non si conoscono i personaggi, ma è proprio durante la stesura, preferibilmente la prima se no sono cavoli amari, che si arriva a comprenderne i comportamenti, le reazioni, il carattere.
Questo spingerà la storia in direzioni che non potevamo supporre all’inizio e creerà svolte impreviste. Continua a leggere

Spunti per romanzo originale

Da sempre la letteratura si occupa delle stesse cose: amore, morte, lotta contro la società (o contro la natura avversa), tradimenti, sacrifici, crimini, famiglia, amicizia, crescita personale.
Mi sembrano voci note; in pratica la letteratura si occupa della vita. Continua a leggere

Dalla prima immagine alla storia – Scrivendo 14

Ivano Vitali – Gomitolo realizzato con il quotidiano “Il Sole24Ore”
e utilizzato per realizzare “Tape-stry 11” 2008
a
a
a
 

All’inizio c’è quella che io chiamo “la visione” (sorrido sempre quando la nomino: mi ricorda Bernadette Soubirous nella grotta).
La visione è semplice, un fotogramma: Annalisa, Dario e Fabio si rivedono dopo vent’anni.
La fase successiva è ‘vedere’ questi tre e metterli in una situazione di crisi e domandarsi cosa faranno. Se i tre amici finissero a letto insieme, cosa accadrebbe? Continua a leggere

Cambiare cappello

Ognuno di noi ha tanti modi di essere e tante capacità. Certe volte diciamo: “ora mi metto il mio cappello da pittore e imbianco casa”, oppure “indosso il cappello da chef e cucino le lasagne”.
Cambiare cappello equivale a cambiare attività e modo di fare.
Due giorni fa ho fatto una cosa che ‘morena fanti’ non farebbe e mi sono ricollegata, complice un gruppo che qualcuno ha creato su facebook di ‘vecchi splinderiani’, a certi miei pensieri che feci all’epoca (nel 2006 per l’esattezza). Continua a leggere