Come fare una presentazione di un romanzo in un ex deposito ATR

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Ingredienti:

- un buon romanzo da presentare

- una location fascinosa

- un interlocutore simpatico e disponibile

- due coautrici simpatiche

- un pubblico che ha sfidato il caldo Continua a leggere

Il personaggio scomodo

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«Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.»
(R. Magritte)

Siamo abituati a vedere le cose in un certo modo: sappiamo che chi soffre merita la nostra comprensione e anche la nostra compassione.
Sappiamo che chi si comporta male merita il nostro disgusto e la nostra riprovazione.
Chi ama e soffre merita di essere felice.
Chi tradisce merita la nostra rabbia.
Chi muore la nostra pietà.

Siamo abituati a giudicare i personaggi dalle loro azioni: Continua a leggere

Ogni scarrafone è bello ad autore sojo

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Mi convinco sempre più della benevolenza con la quale ci leggiamo, leggiamo i nostri testi.
Se mi guardo in giro, proprio da qui, dallo schermo del mio compagno, mi accorgo che in giro c’è molta (molta, molta. come dite voi molta?) fuffa.
Trovo testi zoppicanti sia nell’ortografia sia nel tessuto della storia.
Trovo testi che mi affatica leggere e che spesso mollo dopo le prime righe, tanto la loro lettura mi risulta ostica.
Eppure, poco dopo, trovo quegli stessi testi, o i loro fratelli, pubblicati da un editore.
Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abbia trovato degno di lettura una storia raffazzonata alla meglio e piena di banalità.

Poi apro un mio file e lo rileggo: qualcosa sto sbagliando e voglio capire cosa. Continua a leggere

Cosa c’è di buono oggi

Intanto questo post nel blog di Paolo Zardi (molto lungo, ma vi consiglio di prendervi sette caffè, che una sola pausa non basta e il post merita. se il caffè vi agita, mangiate sette cioccolatini: ne beneficerà anche il vostro umore, ma non la vostra bilancia. la vita, purtroppo, è fatta di scelte):

Il buon lettore, l’eccellente lettore – una chiacchierata con Gianfranco Franchi. Continua a leggere

Alcune farfalle

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Mi svolazzano in testa da stamani quando sono uscita sul terrazzino a osservare i danni che la grandine di ieri ha arrecato alle mie petunie.
Ho spazzato, raccolto i fiori e i petali caduti (questi dei gerani) e ho pensato una frase. Ma non è una frase ‘da racconto’, sembra più una frase da poesia che naturalmente non è roba per me e quindi vedremo.

Intanto, complice il racconto di ieri sul blog di Freccero, mi sono ricordata che mesi fa anche Paolo Zardi ospitò un mio racconto nel suo blog e siccome qui non ne vedo traccia, presto provvederò a inserirlo anche nel blog. Così per tenere accanto le mie persone. Continua a leggere

In territorio nemico – la mia lettura

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In territorio nemico

Scrittura industriale collettiva

pag. 308 – Minimum fax, 2013

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Di questo romanzo si sta parlando molto: la scrittura collettiva, i 115 autori, il metodo usato, sono tutte cose che generano curiosità e suscitano interesse.
Ma sotto la copertina c’è una storia, una bella storia. Non voglio sbrodolare troppo vista la mia (piccola) partecipazione al progetto: infatti ho chiamato ‘lettura’ questo post, anziché ‘recensione’, ma qualcosa devo pur dirlo.
Dal sito di Minimum fax, copio la sinossi:

“Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.”

Una storia di Resistenza, quindi, un romanzo storico che tratta uno dei temi più forti e più sentiti. Continua a leggere

L’idiota – di Fëdor Dostoevskij

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Il principe Miskyn torna in Russia dopo un lungo soggiorno in svizzera, dove era andato per curarsi. Già in treno, prima ancora di arrivare a  Pietroburgo, conosce Rogozin, che gli parla del suo amore per  Nastas’ja Filippovna.
Poco dopo, a San Pietroburgo, il principe va a fare visita all’ultima Myskin ancora in vita: Elizaveta Prokof’evna Myskin. Il marito,  il generale Epancin, ha un segretario, Gavrila Ardalionovic, che mostra al principe la foto di una bellissima donna, che è proprio Nastas’ja Filippovna.
Da qui partono le vicende, in parte molto tragiche, del principe e della società russa che l’accoglie. Continua a leggere

In territorio nemico – si avvicina l’uscita

Ho appena ricevuto il pdf del Grande Romanzo che tutti attendono e non posso negare di essermi commossa.
È un ottimo risultato questo: se scrivere un romanzo è difficile, pensare di farlo in 115 è un’impresa epica.
Quindi sono orgogliosa di esserci e grata ai nostri grandi DA, Continua a leggere

“Lo scrittore deve scoprire sfumature interessanti anche nell’ordinarietà”

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“Ciò nonostante rimane dinanzi a noi un quesito: come si deve comportare il romanziere con le persone ordinarie, completamente “comuni”, come deve porle dinanzi al lettore per renderle in qualche modo interessanti? Escluderli del tutto dal racconto non si può dal momento che le persone ordinarie costituiscono continuamente e nella maggioranza dei casi l’elemento indispensabile nel concatenarsi degli eventi della vita, escluderli dunque significherebbe trasgredire alla regola della verosimiglianza. Riempire i romanzi unicamente di tipi o, semplicemente per suscitare interesse, di esseri strani e inesistenti sarebbe inverosimile e, certo, anche poco interessante. Secondo noi, lo scrittore Continua a leggere

“In territorio nemico” uscirà ad aprile e già se ne parla

Il grande romanzo storico scritto a 230 mani, di cui due sono le mie, con il metodo SIC, uscirà ad aprile da Minimum Fax. Il titolo, lo sapete già, è In territorio nemico. Il romanzo fa già parlare di sé (questo articolo è uno dei tanti), inutile dirlo. C’è molto interesse per questo grande progetto che ha impegnato tutte queste mani e menti per moltissimi mesi.
Il progetto, nato da Vanni Santoni e Gregorio Magini, ha coinvolto molti autori.
Dapprima c’è stata una raccolta di materiale, con testimonianze raccolte tramite il web in famiglie di tutta Italia. Chi aveva testi, foto, memorie raccolte da mamme, nonne, zie (nonché padri, nonni e zii) ha mandato il suo contributo. Il materiale è stato consultato, studiato e vagliato. È stata scritta una sceneggiatura, una traccia del romanzo.

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Troppo non è bello

«Allora sei disposta ad aiutarmi. Sono felice di sentirtelo dire» afferma Jaime, ma non sembra affatto felice. Ha l’aria stanca e tormentata, le si chiudono gli occhi, più opachi di una volta. Sembra a disagio, cambia continuamente posizione sul divano: prima raccoglie i piedi sotto di sé e poi li allunga di nuovo sul pavimento. È irrequieta e agitata, e sta bevendo troppo.

da Nebbia Rossa di Patricia Cornwell, editore Mondadori, traduzione di Annamaria Biavasco, Valentina Guani, Riccardo Valla. Continua a leggere

Come iniziare la stesura di un libro

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Il titolo proviene dalle frasi digitate su google e che hanno portato visite a questo blog.
Qui trovate altre frasi e altri ‘consigli’ di scrittura. L’ultimo, tra l’altro, è Come impostare la stesura di un libro, titolo quasi uguale a questo. Forse tra le due cose non c’è differenza, però si può sempre aggiungere qualcosa. Vedremo se è vero, se aggiungerò o mi ripeterò.

Come iniziare la stesura di un libro.
Ci sono molte possibili soluzioni, modi di approcciarsi a questo libro che vive nella nostra testa.
Per prima cosa io direi: raccogli il materiale.
Che significa? Continua a leggere

Lettera aperta a chi scrive agli esordienti

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Sono tutti pieni di consigli per gli esordienti.
Io leggo e faccio tesoro di tutto: magari in mezzo ce n’è uno buono. Di consigli, dico.
Tutti hanno qualcosa da dire per contribuire alla consapevolezza di questi poveri scrittori che non sanno nulla e arrancano in un territorio pieno di buche.
Ad esempio, leggo qui e scopro che “gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente (un loro pari, quindi) e spendere poi il loro tempo a leggerlo”.
Io, per anni, ho comprato, letto e recensito libri di autori poco noti pubblicati da case editrici di cui non avevo conoscenza fino a un attimo prima. Continua a leggere

Le recensioni negative

recensioni

Chi scrive un testo, lo termina, lo consegna alla pubblica lettura, pensa di avere fatto un buon lavoro, altrimenti non lo farebbe leggere, ma lo terrebbe sul disco fisso per riservarsi il potere/diritto/dovere di fare riletture e correzioni.
Chi scrive deve sapere che non potrà mai piacere a tutti: se si piace a tutti significa che il testo non dice niente e che non ha preoccupato, scombussolato, disgustato, nessuno. Se io ricevessi consensi unanimi mi preoccuperei.
È come nella vita: se tutti ti trovano simpatica, vuol dire che non ‘sai di niente’, che non hai carattere. Continua a leggere