La mia “voce schietta” in un’intervista realizzata da Laura Costantini

L’intervista è stata pubblicata il 19 febbraio, ma come qualcuno tra voi avrà capito, ero fuori sede e impossibilitata a rilanciare sul blog e perfino a commentare: il wi-fi degli alberghi va a singhiozzo quando si connettono cento persone tutte insieme (e grazie comunque che c’è. Solo qualche anno fa si doveva usare un pc in un angolo buio o, peggio ancora, un pc nella hall situato in una posizione in cui tutti passavano dietro di te e sbirciavano lo schermo).
Comunque, bando alle ciance! Oggi vi posto il link dell’intervista e domani (forse) le foto del viaggio.

Seguitemi e ne vedrete di tutti i colori.
Come sempre ;) Continua a leggere

Buttate la chiave dei vostri segreti – intervista a Letizia Muratori

Buttate la chiave dei vostri segreti

Una scrittrice porta dentro un peso per anni. Poi arrivano le amiche, e tutto cambia. Autobiografia o finzione? Letizia Muratori, nel suo ultimo libro, non lo dice. Anche se…

di Assia Baudi di Selve foto di Leonardo Cendamo

 

Sono pagine che si fanno leggere d’un fiato, grazie alla suspense. Sappiamo che è accaduto qualcosa, che la protagonista ha vissuto un trauma, ma lo tiene segreto. Per scoprirlo tocca sfogliare. Così è la vita: necessita di un tempo di lettura prima di dispiegare il suo significato. Quel che è importante sapere è che «i segreti non li capisci mai a pieno finché non li riveli. Credi di possederli, ma quando li sveli diventano un’altra cosa, si trasformano». Sono le sette di sera, Letizia Muratori è negli uffici dell’Adelphi a Milano, l’editore di Come se niente fosse. Accende una sigaretta dietro l’altra, ed è felice di parlare proprio qui del suo ultimo libro, il sesto, nel quale uno dei temi centrali è la lettura: i personaggi si riuniscono a Villa Gunther, a leggere i manoscritti inviati dagli aspiranti scrittori alla casa editrice, proprio come quelli che si trovano ora sulla scrivania accanto a lei. Continua a leggere

Accendo racconti come faceva mia nonna – intervista a Michela Murgia

Accendo racconti come faceva mia nonna

“Scrivo per scaldare gli altri” dice Michela Murgia. Che nel nuovo romanzo parla di feste, processioni, piccole rivalità. E di infanzie avventurose. Che non ci sono più

di Anna Maria Speroni, foto di Nicola De Luigi

Sono cresciuta nella convinzione che la Sardegna fosse il centro del mondo, e Cabras il suo piercing. Non ho mai avuto voglia di andare via. Ma una comunità coesa è luogo di contraddizioni: la sbarra che ti sorregge è la stessa che ti rinchiude».
Tre anni fa, con Accabadora, Michela Murgia aveva ammaliato i lettori con una storia ambientata in una comunità «interagente e solidale anche nei segreti». L’incontro (Einaudi), in questi giorni in libreria, di una realtà simile mette in luce le contraddizioni. Lo spunto è autobiografico: «L’incontro è una festa diffusa in tutta la Sardegna: il giorno di Pasqua le statue di Gesù e della madonna vengono portate in due processioni distinte che si riuniscono in un luogo stabilito. Ma una volta, a Cabras, un’inimicizia tra parrocchie complicò l’evento. Io racconto la storia dal punto di vista di un bambino. Il quale, in un’estate che segnerà la sua crescita, capisce che non esiste solo il “noi”: a volte ci vuole anche l’“io”. Quando tutti pensano la stessa cosa, vuol dire che qualcuno non sta pensando. Il romanzo si svolge negli anni ’80, ma il tema della comunità e dei suoi confini è attuale. Continua a leggere

Intervista alle scrittrici Melissa Hill e Karen Swan

Noi sì che abbiamo ricevuto un bel regalo da Tiffany

Melissa Hill è un’ex bancaria, Karen Swan un’ex giornalista di moda. Ora scrivono libri che hanno in comune una certa parola nel titolo.
Che funziona come un brand

di Maria Laura Giovagnini Continua a leggere

Passione, determinazione, tenacia. Ne parliamo con Loredana Rotundo

Quando si ama la scrittura non importa da quale parte si lavora: se la passione è autentica, se l’amore per le parole è così forte da farne una professione, il risultato sarà di grande soddisfazione. Ed è ciò che si può dire dell’operato di Loredana Rotundo, agente letterario, fondatrice e responsabile dell’agenzia letteraria Loredana Rotundo.
L’agenzia vanta belle pubblicazioni e rapporti con grandi case editrici, e offre molti servizi agli esordienti. Vediamo di capirne di più insieme a Loredana.

• Nel sito della sua agenzia leggo: “Ha sfidato il difficile mondo dell’editoria partendo dal nulla, creando contatti, navigando nei labirinti della rete per cercare nuove case editrici straniere da rappresentare, romanzi inediti, esordienti italiani.” 
Quanto è stato difficile creare questi contatti? Com’è riuscita a entrare in questo mondo partendo dal nulla? Continua a leggere

Scrittura e collaborazione, scouting e agenzie letterarie: ne parliamo con Punto&Zeta

Lo scrittore esordiente ha terminato la scrittura del suo romanzo. Si informa su internet e cerca qualche casa editrice appetibile per l’invio. Le informazioni sono tante, le case editrici sono moltissime – qualcuno dice troppe – e il nostro eroe non sa come muoversi e cosa fare.
Soprattutto, si domanda se il testo che ha scritto possa avere un valore. Si domanda se sia pronto per essere presentato. Abbiamo già esplorato qualche possibilità: agenzie che ci propongono valutazioni, editing e schede, e scrittori che si offrono come lettori e consulenti.

Oggi abbiamo la possibilità di parlare con Chiara Beretta e con Pepa Cerutti, le due socie dell’agenzia editoriale Punto&Zeta.

Nella home del vostro sito leggiamo “Agenzia editoriale”. Ci potete spiegare cosa significa questa dizione?

Pepa: mi piace definirci “consulenti di storie e di parole”, ma se vogliamo dirla in breve agenzia editoriale per noi significa fornire servizi di scouting, valutazioni, editing e altro ancora. E se lo scopo principale delle agenzie letterarie è quello di “vendere” un libro e un autore alle case editrici, il nostro è offrire una consulenza su misura ai nostri interlocutori, che sono le case editrici e gli autori, ma anche gli stessi agenti letterari. Per esempio, una casa editrice si rivolge a noi per una quarta di copertina o perché vuole pubblicare il romanzo di un autore ma ha bisogno che sia editato: noi allora lavoriamo di fianco all’autore per potenziare il suo testo e la sua storia; un agente letterario ci contatta per chiedere la valutazione di un testo: in questo caso il nostro strumento di lavoro è quella che chiamiamo “scheda editoriale” e che abbiamo ideato in modo che sia più di una semplice valutazione perché, oltre a dare un giudizio sullo stato dell’arte del testo, fornisce all’autore veri e propri suggerimenti di editing per un’eventuale revisione; e infine, un autore si rivolge direttamente a noi per sapere “lo stato di salute” del suo progetto narrativo: la sua è una storia che funziona? Potrebbe essere presentata a un agente letterario tra quelli che collaborano con noi?

Collaborate anche con altre agenzie? Questo mi incuriosisce. Sono molte le agenzie letterarie che si rivolgono a voi? E per quali servizi in particolare?

Chiara: per una questione di serietà molti agenti si avvalgono di collaboratori esterni (valutare un dattiloscritto suggerendo un editing che viene poi eseguito dalla stessa agenzia potrebbe sollevare dubbi sulla liceità dell’operazione) scegliendo redattori ed editor freelance o agenzie come la nostra. Ci contattano sia per leggere e schedare i testi, sia per servizi di editing oppure per redigere quarte di copertina, sinossi, schede di presentazione a cui si aggiungono anche le traduzioni. Necessarie agli agenti per presentare gli autori nelle diverse fiere e cercare di vendere i diritti all’estero. Ovviamente la collaborazione avviene anche al contrario: gli autori che riteniamo validi vengono proposti e affidati proprio alle diverse agenzie letterarie con cui collaboriamo. Continua a leggere

Consulenza da uno scrittore affermato – intervista a Franco Forte

Quanti scrittori esordienti hanno sognato la possibilità di fare leggere il proprio testo a uno scrittore affermato? Il sogno si spinge oltre e si immagina lo scrittore affermato che si sofferma sul nostro testo e ci fornisce consigli sulla scrittura, sullo stile e la forma.
Un sogno impossibile?
Cercando in rete si scoprono nuove opportunità e si trovano notizie su come entrare in contatto con scrittori pronti a condividere le loro competenze e l’esperienza maturata negli anni e nelle pubblicazioni.
Oggi abbiamo l’opportunità di fare tutto ciò con Franco Forte, scrittore di cui vi ho parlato qualche post fa in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo Il segno dell’untore (Mondadori, 2012).

  • Lei è un affermato scrittore, oltre a “giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Urania e Segretissimo)” – cito dalla sua biografia . Cosa la spinge a leggere testi altrui? Continua a leggere

Stieg, ti vendico io un millennium dopo

A sette anni dalla morte di Larsson, Eva Gabrielsson gli dedica un libro-monumento in cui racconta i segreti del compagno. Compresa la trama del quarto e (finora) misteriosissimo volume

Articolo di Maria Laura Giovagnini, foto di Jan Johannessen.
Per gentile concessione Io donna

Curiosa è curiosa, ma per vedere il film con Daniel Craig aspetterà: non ha la minima intenzione di pagare il biglietto. Significherebbe contribuire a ciò che chiama “l’industria Millennium”, quella fortuna prodotta dalla trilogia di Stieg Larsson, coi suoi 63 milioni di copie vendute. Una fortuna da cui è rimasta vergognosamente esclusa (ne hanno beneficiato il padre e il fratello) perché, pur avendo condiviso 32 anni di vita con lui, la legge svedese non le riconosce alcun diritto. Eva Gabrielsson però oggi non è più la stessa che Io donna aveva incontrato nel 2008: sulla difensiva, l’espressione tirata. «Sto bene. continuo il lavoro d’architetto. Ho viaggiato in europa, America, Australia per presentare il mio libro, venduto in 20 paesi». E ora arriva anche in italia, Stieg e io – La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy. Continua a leggere

Pubblicare è un sogno? Ne parliamo con l’agenzia BooksDreamer

Continuiamo il discorso sulle agenzie letterarie, esploriamone costi e servizi e cerchiamo di capirne i vantaggi.
Oggi possiamo parlare con Matteo Zapparelli, socio dell’agenzia Booksdreamer. Matteo è agente letterario ed è uno dei soci fondatori di questa giovane agenzia. Sul sito si possono leggere i servizi offerti, conoscere i costi e vedere le facce dei soci della BooksDreamer.
Nella pagina dei servizi, in coda, troviamo anche il link alle indicazioni per inviare i manoscritti  e i file da allegare al testo. Le indicazioni sono esaurienti e complete. Non vi resta che spedire.

  • Sul sito c’è scritto “BooksDreamer è una giovane agenzia letteraria”. Quanto giovane? Avete già avuto molti contatti? State seguendo qualche autore?

BooksDreamer nasce a Verona nel 2011. E’ una realtà giovane, ma seria e professionale, che crede fermamente in quello che fa e nel talento degli autori selezionati. BooksDreamer si basa sul modello anglosassone di agente letterario, purtroppo oggi ancora così assente nel nostro Paese. Per questo motivo la valutazione dei manoscritti è gratuita: non siamo un’agenzia di servizi, ma principalmente di rappresentanza. Noi rappresentiamo autori, li promuoviamo, li aiutiamo a farsi conoscere e a crescere. Abbiamo già avuto modo di valutarne positivamente e selezionarne alcuni e a breve cominceremo a proporli agli editori. Stiamo costruendo una solida rete di contatti tra case editrici e professionisti del settore, cosa che non va sottovalutata in nessun ambito professionale. Il lavoro di un agente è soprattutto questo. Continua a leggere

Agenzie letterarie: servono davvero? – Scritture scriteriate risponde

Delle case editrici ormai sappiamo tante cose. Un autore esordiente che ha la possibilità di navigare sul web, è in grado di trovare informazioni e fare valutazioni.
Ma l’esordiente ha anche altre possibilità, prima di inviare un suo testo a una casa editrice. Ad esempio, può avvalersi dei servizi di un’agenzia letteraria.
Sappiamo che servizi offre un’agenzia? Sarà utile affidarsi a loro? Che costi hanno questi servizi e, soprattutto, possono essere decisivi per trovare un editore?
Oggi abbiamo la possibilità di parlare con Davide Roccetti, titolare dell’agenzia letteraria Scritture Scriteriate, che ci aiuterà a fare chiarezza in questo settore. Continua a leggere

“Fobie” in blog tour – tappa quattro. Morena Fanti intervista Gianluca Morozzi. E viceversa

Fanti intervista Morozzi, tra Caliginefobia e Hexakosioihexekontahexafobia, e Morozzi intervista Fanti

Incontro Gianluca Morozzi in un bar del centro, un bar educato sotto alle Due Torri, che non assomiglia per nulla all’osteria di Ringo. Lo so perché per entrare non ci dobbiamo chinare sotto una serranda aperta a metà.
Ci sediamo e ordiniamo del vino, che poi non beviamo perché avremmo preferito due caffè ma ci sembrava una scelta troppo banale.
In sottofondo la voce dolente di Tom Waits in Blind Love: suppongo sia una scelta di Morozzi.

  • Perché non mi hai portata nell’osteria di Ringo? Dalla lettura del tuo racconto sembrerebbe un locale particolare. Continua a leggere

Rinasco l’8 gennaio – intervista a Isabel Allende di Raffaele Oriani

Rinasco l’8 gennaio

È la data in cui ogni anno Isabel Allende inizia a scrivere un nuovo romanzo.
Nell’ultimo, Il quaderno di Maya, la protagonista è una donna che non ha paura di ricominciare. Proprio come lei
di Raffaele Oriani

Puntuale, come fa da trent’anni, il prossimo 8 gennaio Isabel Allende comincerà il suo nuovo romanzo.
Non sa ancora di che cosa parlerà, ma se lo sente già crescere dentro. L’ultima volta che ha acceso il computer e si è immersa tra i suoi fantasmi per dieci ore al giorno è stato nel 2010 per Il quaderno di Maya, che esce ora da Feltrinelli in traduzione italiana (pagg. 384, 20 euro): «Sì, anche Maya è nata l’8 gennaio, come La casa degli spiriti, come Paula, come tutti i miei libri. Non è superstizione ma disciplina: arriva il momento in cui smetti di viaggiare, parlare, accumulare, e inizi a scrivere». Continua a leggere

Oggi mi ha intervistata Giovanni Venturi

Non proprio oggi, ma qualche giorno fa. L’intervista la potete leggere qui, sul blog di Giovanni che, vi ricordo, è l’autore del racconto Solo paura che ha riscosso parecchi commenti positivi e generato una bella discussione nell’ambito del gioco Più incipit per tutti. (qui il sommario dei racconti) Continua a leggere

Lavorare in presa diretta – l’immediatezza del digitale

un incontro con Fabrizio Venerandi

Cos’è esattamente un ebook? Come si sfoglia? Che vantaggi ha rispetto al libro cartaceo così amato? Per molti lettori, lettori umani, l’ebook – e relativo eReader – sono ancora oggetti da fantascienza. Per chi lavora sul web, per chi lo ama e crede sia uno strumento utile, parlare di editoria digitale diventa naturale: la lettura di un ebook che contenga rimandi, link, tweet è affascinante e può offrire contenuti aggiuntivi e alternativi. Il libro diventa navigabile, come afferma Fabrizio Venerandi, editore di Quintadicopertina, che ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda.

  •  Come si decide di avviare l’attività di casa editrice digitale?  Continua a leggere
  • Il futuro non è solo nel web: dall’ebook alle biblioteche, il virtuale si sposta nella realtà

    un incontro con Antonio Consoli
    di Morena Fanti

    Editoria digitale, ebook reader, vendite online: il futuro delle case editrici sembra poggiare su queste tecnologie che diventano prospettive di lavoro e di incremento di un settore che sono in molti a dichiarare sofferente.
    Continuando il giro tra i siti delle case editrici ho trovato una casa editrice appena nata, dal nome di un personaggio molto noto della letteratura, Jean Valjean. Il nome incuriosisce: in fondo tutti noi abbiamo sempre tifato per Jean Valjean e, diciamo la verità, troviamo Javert molto antipatico, in un rovesciamento di ruoli in cui s’immagina il poliziotto come personaggio ‘buono’ e il ladro – la persona che vive ai margini della legge – ‘cattivo’. Continua a leggere