Scrivere un diario

Come ho detto e scritto più volte, non ho mai pensato di scrivere un diario. Neanche nei beati anni di gioventù, quando ancora non si immaginava cosa potesse succedere in una vita vera, e si pensava che la pena più grossa che ci potesse capitare fosse che il biondino con gli occhiali seduto al primo banco non ti si filava.
“Caro diario” non fa per me.
Non mi attira l’idea di confidarmi con una penna.
Eppure, il diario ha un grande fascino: sfido chiunque veda un’agenda abbandonata a non desiderare di sbirciare tra le pagine. Ci si immagina confidenze intime e segreti così brucianti da sorprendere. E c’è il fattore curiosità, quell’impeto a frugare tra la biancheria sporca dell’anima, sperando di incappare in un bigliettino romantico in cui immaginare tresche proibite. Continua a leggere