Tre giorni fuori dal mondo. Tre giorni in Liguria e solo loro tre davanti al mare.
Simona, Fabio e lui, insieme come ai tempi dell’università.
L’idea era stata di Fabio: Simona viene in Liguria per un convegno. Ha voglia di rubare qualche giorno e di fermarsi in un posto di mare. Io ho bisogno di uno stacco. Che fai, vieni con noi? Certo che vengo, aveva risposto lui.
Erano stati davvero tre giorni rubati. Avevano lasciato a casa i rispettivi compagni e anche i problemi. Simona disse che avevano lasciato a casa le loro vite.
Non avevano parlato dei vecchi tempi. A chi cazzo interessa parlare di cose già andate? aveva detto Simona e loro due erano stati subito d’accordo.
Non avevano parlato neanche delle loro vite attuali, di lavoro o della metà di loro stessi che era rimasta a casa.
Di nulla. Solo del futuro. Di cosa volevano fare, di come crescere e diventare le persone che volevano essere. Anche se, disse lui, potevano iniziare un po’ prima a preoccuparsi di questo, visto che ormai stavano per arrivare i cinquanta. Stronzate, disse lei, abbiamo ancora una vita davanti. Fabio rise di loro due e anche di se stesso, per una volta in jeans e maglione, lui che indossava solo giacche cucite a mano e cravatte di Marinella in pura seta.
Avevano camminato per le stradine di Cervo, in salita fino al Castello, e poi di nuovo giù fino al mare. Si erano seduti sugli scogli. Il mare fuori stagione è una meraviglia, aveva detto Simona. Fabio faceva fotografie e lui si era sdraiato con la testa sulle gambe di Simona. Aveva chiuso gli occhi e ascoltava il suono della sua voce e del mare. Continua a leggere
Archivio mensile:giugno 2012
Un altro sassolino nella scarpa
Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.
Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere
La famiglia Fang
Fazi editore, 2012
397 pp, 18,00 euro
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Un libro interessante e un’idea originale.
La famiglia Fang è formata dai genitori, Caleb e Camille, e dai figli Annie e Buster, meglio denominati come A e B, nomi con cui sono conosciuti al mondo.
Ma cos’hanno di interessante questi quattro personaggi da essere conosciuti da tutti?
La famiglia Fang vive per l’arte e crea performance che rappresenta in centri commerciali, per strada, ovunque vi sia un discreto numero di persone da stupire.
L’arte è creazione, è stupore, è naturalezza. Le performance dei Fang sono studiate sulla figura di tutta la famiglia e prevedono l’uso dei figli come motore per innescare le reazioni del pubblico.
Quando Annie e Buster crescono, capiscono che devono staccarsi da quei genitori ingombranti che li stanno annientando in nome di un’arte che sopravanza e ingloba l’anima.
Annie è un’attrice che arriva a un passo dalla consacrazione e che beve più di quanto dovrebbe. Buster è un giornalista free lance impegnato in strani reportage su cannoni che sparano patate. È proprio per uno di questi tiri con tuberi che Buster finisce all’ospedale con la faccia rovinata e il corpo martoriato. Quando esce ha un conto di dodicimila dollari e la carta di credito inservibile.
Una telefonata ai genitori gli sembra l’unico cosa da fare. Ed è così che Buster si ritrova nella casa da cui era fuggito. Continua a leggere
Buttate la chiave dei vostri segreti – intervista a Letizia Muratori
Buttate la chiave dei vostri segreti
Una scrittrice porta dentro un peso per anni. Poi arrivano le amiche, e tutto cambia. Autobiografia o finzione? Letizia Muratori, nel suo ultimo libro, non lo dice. Anche se…
di Assia Baudi di Selve foto di Leonardo Cendamo
Sono pagine che si fanno leggere d’un fiato, grazie alla suspense. Sappiamo che è accaduto qualcosa, che la protagonista ha vissuto un trauma, ma lo tiene segreto. Per scoprirlo tocca sfogliare. Così è la vita: necessita di un tempo di lettura prima di dispiegare il suo significato. Quel che è importante sapere è che «i segreti non li capisci mai a pieno finché non li riveli. Credi di possederli, ma quando li sveli diventano un’altra cosa, si trasformano». Sono le sette di sera, Letizia Muratori è negli uffici dell’Adelphi a Milano, l’editore di Come se niente fosse. Accende una sigaretta dietro l’altra, ed è felice di parlare proprio qui del suo ultimo libro, il sesto, nel quale uno dei temi centrali è la lettura: i personaggi si riuniscono a Villa Gunther, a leggere i manoscritti inviati dagli aspiranti scrittori alla casa editrice, proprio come quelli che si trovano ora sulla scrivania accanto a lei. Continua a leggere
Le location del romanzo – Cervo e la Liguria
“Cervo esiste”.
Così mi ha scritto un lettore di La centesima finestra.
A volte nei romanzi si mettono luoghi di fantasia. Magari luoghi che conosciamo, che esistono, ai quali diamo un nome inesistente, come fa Camilleri con la sua Vigata.
Niente mi vietava di inventarmi un paesino ligure arroccato sulla collina e dargli un nome fantastico tipo ‘Capriolo’.
Ma la bellezza per il lettore di fare una ricerca sul web e scoprire che Cervo esiste davvero dove la mettiamo? Continua a leggere
Amazon e un estratto del romanzo
L’ebook La centesima finestra è in vendita anche su Amazon
La centesima finestra – di Morena Fanti
La centesima finestra
di Morena Fanti
Narcissus Self Publishing
4,49 euro – DRM free Continua a leggere
Ci siamo quasi. Il mio romanzo è pronto
Il mio romanzone è stato processato ed è finalmente pronto per la pubblicazione.
Ho definito ora le ultime cose. Entro 24 ore sarà in vendita su Ultima Books e poi a seguire su tutte le principali librerie online. Continua a leggere
Accendo racconti come faceva mia nonna – intervista a Michela Murgia
Accendo racconti come faceva mia nonna
“Scrivo per scaldare gli altri” dice Michela Murgia. Che nel nuovo romanzo parla di feste, processioni, piccole rivalità. E di infanzie avventurose. Che non ci sono più
di Anna Maria Speroni, foto di Nicola De Luigi
Sono cresciuta nella convinzione che la Sardegna fosse il centro del mondo, e Cabras il suo piercing. Non ho mai avuto voglia di andare via. Ma una comunità coesa è luogo di contraddizioni: la sbarra che ti sorregge è la stessa che ti rinchiude».
Tre anni fa, con Accabadora, Michela Murgia aveva ammaliato i lettori con una storia ambientata in una comunità «interagente e solidale anche nei segreti». L’incontro (Einaudi), in questi giorni in libreria, di una realtà simile mette in luce le contraddizioni. Lo spunto è autobiografico: «L’incontro è una festa diffusa in tutta la Sardegna: il giorno di Pasqua le statue di Gesù e della madonna vengono portate in due processioni distinte che si riuniscono in un luogo stabilito. Ma una volta, a Cabras, un’inimicizia tra parrocchie complicò l’evento. Io racconto la storia dal punto di vista di un bambino. Il quale, in un’estate che segnerà la sua crescita, capisce che non esiste solo il “noi”: a volte ci vuole anche l’“io”. Quando tutti pensano la stessa cosa, vuol dire che qualcuno non sta pensando. Il romanzo si svolge negli anni ’80, ma il tema della comunità e dei suoi confini è attuale. Continua a leggere
Roba da fotoromanzi – Chiarelettere
I cinefotoromanzi del Misfatto riuniti in una raccolta esilarante. Imperdibile per chi ama la satira, toccante per chi ama il cinema.
È uscito Roba da fotoromanzi (Chiarelettere, 2012)
Il fotoromanzo della politica italiana nella ricostruzione di una rockstar della storia, qui sceneggiatore e interprete.
Con «Misfatto», «il Fatto Quotidiano» vende 10.000 copie in più.
Date le numerose richieste, ecco raccolti finalmente in un corposo volume i cinefotoromanzi pubblicati ogni domenica dal «Misfatto», inserto satirico del «Fatto Quotidiano» diretto da Stefano Disegni. La passione per il cinema (Stefano Disegni è uno tra i più importanti collaboratori della rivista «Ciak», le sue recensioni a fumetti sono ormai da anni uno degli appuntamenti più attesi dai lettori) unita alla satira politica, di cui è firma prestigiosa, hanno portato l’autore a realizzare parodie di film famosi tradotte in chiave politica. O meglio a adattare fatti e protagonisti del teatro politico italiano alle trame di pellicole riconoscibili ed entrate nella memoria collettiva. Si va così da «Viale del Tramonto» con l’ex sindaco Moratti che come Gloria Swanson non riesce ad accettare di aver perso la carica, a «L’Uomo invisibile» con Gianfranco Fini nel ruolo del protagonista ormai invisibile sul palcoscenico della politica italiana, a «Il sesto senso» in cui Berlusconi vede i comunisti e li vede solo lui (come il bambino del film originale vedeva i fantasmi), a «Ladri di biciclette» in cui Berlusconi, come il padre del film di De Sica trascinava il figlioletto alla ricerca della bicicletta, trascina un impacciato Alfano in calzoni corti alla ricerca del governo scippato, fino a «Castaway» in cui, a elezioni milanesi vinte, Veltroni e D’Alema vengono abbandonati dai militanti pd su un’isola deserta perché non rovinino tutto. Continua a leggere
La biblioteca online
Della tecnologia si discute e si criticano certi aspetti.
Ma, oggi, senza muoversi da casa, si può accedere alla biblioteca digitale metropolitana di Bologna (cioè fare finta di andare in Sala Borsa, una delle biblioteche più belle e moderne che tra l’altro è locata in un sito pregno di antichità e di splendore, e scegliere cosa portarsi a casa) e scaricare ebook (2 al mese in prestito per 14 giorni) e si può accedere e scaricare mp3 scegliendoli tra 5000 titoli Sony – ho scritto 5000 ma credo siano di più. non riesco a trovare la pagina dove ho letto i dati. Di mp3 se ne possono scaricare 3 al mese e non sono in prestito. Restano sul pc dell’utente
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La musica e la scrittura
Che una buona scrittura sia anche musicale è vero. Certi brani hanno la scansione di un valzer e altri di un twist, alcuni sono rock e qualcuno è lento. Ci sono romanzi pop e romanzi reggae.
Anche nella scrittura devono esserci ritmo e melodia, organizzati con armonia.
Le frasi, i paragrafi, anche i capitoli, possono avere una divisione in quattro quarti, o anche in tre (ma pure in due: tempo binario). Possono perfino partire in levare anziché in battere, cosa non semplice.
Una buona scrittura ha bisogno, come la musica, di accenti (e non solo quelli sulle parole). Continua a leggere
Sono un[a] self-publisher
Questa frase fra poco sarà inflazionata. Il self-publishing sta aprendo porte che fino a poco fa erano nascoste nella polvere burocratica dell’editoria.
Sarà un male, dicono molti.
È un bene, dicono altri.
Di certo, è qualcosa che non passerà e passa inosservato.
Sarà il fenomeno di questi mesi, se è vero, e lo è, che anche Mondadori sta per lanciare la sua piattaforma.
Cosa deve fare un autore per autopubblicarsi?
Prima di tutto deve sapere che ogni tipo di lavoro, sporco o pulito, toccherà a lui. Continua a leggere
Dare vita al personaggio – Annalisa Malaguti
Due uomini da soli possono fare un romanzo?
Forse sì, ma se affianchiamo loro una donna è probabile che la storia si ingarbugli e acquisti profondità che non avevamo immaginato.
Così è stato anche per Dario e Fabio. Quando hanno conosciuto Annalisa, molti anni fa, hanno trovato un’amica. Ma erano gli anni dell’università. E ora, come sarà Annalisa?
Disegnare una donna è (forse) per me più facile. Ma non è detto.
La scelta del nome: Annalisa è un nome molto lungo rispetto ai miei standard. L’ho scelto per un motivo preciso. Ci ho ragionato su, come per gli altri nomi ma questo ha anche un motivo serio e particolare.
Poteva andarmi bene anche Elisabetta. Avrebbe fatto lo stesso ‘servizio’. Ma Annalisa non è tipo da Elisabetta. Continua a leggere
Cosa fare in caso di terremoto
Mentre l’Emilia Romagna continua a scuotersi e i campanili crollano, ho trovato un utile opuscolo della Protezione Civile con notizie e linee guida in caso di terremoto.
Forse era da leggere prima, ma l’ho visto solo ora.
(a me la sedia sembra tremare anche ora. e non capisco se sono suggestioni o verità). Continua a leggere








