La prima cosa è il nome: Fabio mi è venuto subito e andava bene. Non sempre il nome che dai all’inizio è quello ‘buono’, ma questo lo è. Se posso, scelgo sempre nomi brevi e sono andata avanti per anni con Marco, Luca e Paolo.
Questo personaggio è un uomo carismatico, uno che non deve chiedere mai e Fabio si adatta bene.
Poi c’è stata la scelta del cognome: il tipo è raffinato, ricco e bazzica nella finanza. De Santis mi è parso adatto, salvo scoprire in seguito che Fabio De Santis esisteva davvero ed era un faccendiere.
Mi sono posta il problema di cambiare cognome a Fabio ma ormai era un anno e mezzo che lo conoscevo con quel nome e non ho avuto cuore di cambiarlo.
Bene. Abbiamo dato nome e cognome al nostro personaggio. Gli dobbiamo dare un lavoro e una famiglia. Continua a leggere