Perché un racconto diventa un romanzo

Quando si scrive una storia (di solito) si intuisce fino dall’inizio se sarà un racconto o un romanzo. Se ne immagina lo sviluppo e la lunghezza, ma sappiamo che non è la lunghezza del testo a farne un romanzo. Allora, cos’è che determina questa differenza?
La storia stessa. Ci sono storie di breve respiro, che hanno bisogno di poca aria per esprimere ciò che sentono.

1- Andrea va a trovare Giulia che è a letto con la febbre. Parlano della scuola e decidono di andare a una festa appena Giulia starà meglio.

2- In una città del Maine accadono strane morti. Dopo molti anni, i ragazzini (di allora, e che ora sono adulti con varie professioni e residenti in diverse città dell’America, ognuno con famiglia e mostri nell’armadio) coinvolti (ma ancora non sappiamo come) decidono di tornare nella loro vecchia città per sconfiggere il mostro che è tornato.

Il primo esempio mi pare sia un racconto, ma il secondo è indubbio sia un romanzo.
Immagino che King fin dall’inizio sapesse che quello sarebbe stato un romanzo, e anche corposo. E lo sapeva perché la storia era complessa, i personaggi tanti (e di certo avrebbero generato tante sottostorie con ulteriori sviluppi) e con una storia interiore densa.
Se volessimo, una vicenda simile a IT potrebbe essere scritta in forma di racconto: due ragazzini vanno a giocare al fiume, arriva un mostro e se ne porta via uno. Il corpo non viene mai ritrovato e l’altro ragazzo vivrà una vita di incubi.
Ma sarebbe tutt’altra storia, no?
Trarre un racconto da un romanzo è possibile. Non sarà completo ma sarà solo una porzione della storia.

A me è successo il contrario: avevo in mente un racconto (si trattava in verità di una visione, un’immagine, una frase) e l’ho scritto per togliermelo dalla testa. Quattro pagine mi pare. Alla terza, uno dei personaggi, ha fatto una cosa inattesa. Lo so quello che state pensando e non starò a ribattere. Chi scrive, avrà capito cosa intendo.
Quindi, dopo avere fatto questa cosa (che mi ha aperto almeno una decina di porte davanti alla mente), sono andata avanti e ho scritto il finale come avevo pensato. Poi ho assimilato la potenzialità della vicenda e ho capito che non era un racconto ma un romanzo.
Mi sembrava quasi un film, tanto era pieno di suggestioni, di scene, di implicazioni  e coinvolgimenti. Questo mi ha fatto capire che il mio racconto poteva diventare un romanzo. Per questo ho iniziato la scrittura.
Ma la cosa non è stata immediata e nemmeno semplice: tra il dirlo e il farlo, come si sa, ci sono in mezzo diciotto mesi.

* questa è la nascita del mio romanzone, di cui ancora non svelerò il titolo. per ora il tag sarà ‘il mio romanzone’ per trovare tutti i post raggruppati. in seguito metterò il tag del titolo.
Il romanzo sarà autopubblicato con Narcissus, come detto qui. Sto lavorando al testo e un amico sta creando la copertina. Continuate a seguirci.

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2 thoughts on “Perché un racconto diventa un romanzo

  1. a chi mi dice che scrive e sa giàprima esattamente dove vuole andare a parare non gli credo….spesso mentre scrivi i personaggi ti portano con loro e tu ti adegui

    un sorriso

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