Ricevo ora una mail di un piccolo editore che racconta come un libro abbastanza chiacchierato, e si presume cercato, pubblicato da una CE grossa, non sia reperibile nelle librerie.
Inutile dire, scrive il ‘piccolo editore’ nella mail, che se la faccenda fosse capitata a un libro edito da un piccolo ne avrebbero parlato ovunque e con i toni che immaginate.
È vero. Siamo sempre pronti a screditare l’operato altrui e non vediamo i nostri errori, le nostre mancanze.
E poi, qualche giorno fa leggevo un post in cui si dice che anche Mondadori ( e altri della medesima forza) pubblica a pagamento. Non dobbiamo sorprenderci, tutti devono riempire le casse e quando non si sa usare le competenze e la professionalità che si (dovrebbero avere) hanno, allora si ricorre a tutto.
D’altronde, siamo in un paese dove in un festival- evento che esportiamo nel mondo – si discute di mutande.
È vero che è un oggetto di uso comune e parlare di cose note a tutti fa sempre presa, però anche i libri dovrebbero essere di uso comune.
Se si trovassero nelle librerie.
© foto Morena Fanti. Ingrandisci per respirare serenità

Esatto. Condivido in pieno. Non si parla di canzoni, ma di farfalle… Forse ce lo meritiamo, chissà. Le canzoni non sono opere di creatività? Sono racconti brevissimi. E vengono completamente ignorate!
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Non sapevo che per entrare da Mondadori si pagasse… Sicuramente paghi un agente, un agente molto noto e, quindi, tantissimo… O magari ti affidi a una mega agenzia letteraria che alla fine ti porta da loro dopo che ne hai spesi di soldi… E quindi è un po’ come pubblicare a pagamento… Dicono succedesse anche in tempi antichi
Ci tenevo a farti i complimenti non solo per la foto, ma soprattutto al nuovo aspetto del blog dal quale si respira una grande serenità
Continuo a seguirti.
Flavia
Eddai, qui cambia tutto e per la foto, bella, tanta serenità, ma anche tanta voglia di essere da quelle parti, mannaggia e quindi…
Ciao Morena, buon fine settimana!
di quante convinzionii bisognerebbe ricredersi!…