da IL MATTINO 01/08/2009
PRATA - Parole e sapori i nuovi autori alla ribalta
Prata. Dalla sentita esigenza di valorizzare la cultura ed il territorio e premiare coloro che si rendano «veicoli di trasmissione» del sapere in genere, nasce la terza edizione del Premio Prata. Una serie di riconoscimenti quali «Parola 2009», il «Gran premio dell’autore del comune» e il premio «Parole e Sapori» saranno assegnati tra stasera e domani ad autori italiani distintisi nelle singole categorie letterarie; menzioni saranno elargite dal Comitato Scientifico anche ai cosiddetti «Ambasciatori della Valle del Sabato»: personaggi di fama nazionale e quotidiani nazionali e dell’Irpinia e del Sannio, tra cui ”Il Mattino” di Avellino (la testata sarà premiata dal preside dell’ITG «D’Agostino» di Avellino Paolino Marotta). Intorno alla emozionante location dell’Arcibasilica di Prata, dove le due serate avranno luogo, una serie di stand di prodotti tipici e vini rinomati (fiano e greco di Tufo) renderanno più gustoso lo svolgimento delle premiazioni e sottolineeranno inoltre l’importanza del connubio «sapere e sapori». Per «Parola 2009», Teresa Armenti, di Potenza, si aggiudicherà la categoria «poesia religiosa» con «Aliti d’amore», mentre la narrativa andrà alla bolognese Morena Fanti, autrice di «Orfana di mia figlia»; al napoletano Giuseppe Vetromile e ai suoi «Inventari apocrifi» spetterà la poesia, a Salvo Zappulla, autore trapanese de «Lo sciopero dei pesci», le favole, e alla peruviana Gladys Basagoita che vive a Perugia, il premio per il miglior racconto con «Il fiume senza foce». E, per finire, andranno rispettivamente a Salvatore de Matteis, nolano trapiantato in Irpinia (Così deciso così sia, ultime volontà di uomini illustri)e a Mariangela Ciora di Trevico (Un mondo di sapori antichi) il «Gran premio dell’autore di Prata» e quello denominato «Parole e sapori». fl.co.
Motivazione del Premio Prata a Orfana di mia figlia
“Orfana di mia figlia” di Morena Fanti è la sofferta segmentazione di un percorso tragicamente vissuto, di dolore: la morte improvvisa a causa di un incidente stradale dell’adorata figlia Federica. Dopo aver ingerito fino alla nausea disperazione, sgomento, incredulità e le predaci aghifoglie d’un buio annientante che nega, affonda e dilania ogni superstite tacca o usbergo di luce, la forza dell’amore diviene Vangelo, schiarita, invenzione amica nella volontà di andare avanti, nel tentativo di non cedere malgrado tutto.
È un libro che cattura ed emoziona, in cui si capisce che per l’autrice la sutura di questa ferita infinita, non è, né sarà mai possibile. Ma il miracolo c’è, tangibile e cosmico: oltre gli istogrammi del male, Morena Fanti germina il dovere, il diritto e perché no, il piacere di vivere, issando vele di coraggio, di bene, di speranza e di altruismo.
Monia Gaita






complimenti ancora! Un libro a cui si dovrebbe pensare sempre.
vincenzo
Cara Morena, posso darti del tu? Sono Monia Gaita e voglio dirti che il tuo libro mi ha davvero catturata. Ho 3 figli e capisco ciò che si può provare nel perdere un affetto così unico. Lo capirei certamente anche se non ne avessi. A Prata, in quell’atmosfera così suggestiva, nel fermento raccolto della manifestazione non ho avuto modo di dirti a pieno ciò che le tue parole mi hanno lasciato: un senso profondo di quiete e di speranza, un mare aperto di infinite possibilità che la vita ci pone dinanzi senza chiederci nulla. La non adesione, la ribellione avrebbero potere? L’unico potere forse è quello di amare, sta nella tenacia con cui ancora riusciamo a vedere il barlume di una stella che non muore, che resiste oltre il buio, che si accende come cometa continua a indicarci che la direzione ha un punto d’arrivo sconosciuto. Ognuno di noi persegue quel punto d’arrivo, si rompe, si straccia, si ricuce, si riequilibra, edifica, distrugge, si sfilaccia, maceria e ricombina. Tutto questo è amore…Il tuo libro è amore, capacità ancora di dare/si, di consegnare un’importante frazione del proprio percorso esistenziale come un dono prezioso, una lampada d’Aladino da consultare quando serve…Un abbraccio
Monia Gaita
Cara Monia, ti ho già ringraziata delle tue splendide parole per me e per ciò che ho scritto, ma voglio farlo di nuovo. Sabato sera mi sono commossa mentre leggevi la motivazione del premio. Ho sentito una comunione d’intenti e di ricerca di ciò che scriviamo. Credo che anche questo sia amore.
Grazie. Un abbraccio.
sono felicissima per te, Morena. sai cosa penso di te e del tuo libro, meriti ogni riconoscimento e anche di più
tvb
cri
Mi sono commossa ancora nel leggere la splendida presentazione di Monia.
Mi sarei commossa se fossi stata alla premiazione, più che meritata.
MI commuovo ogni volta che un mio sguardo particolare ti cattura quando meno te lo aspetti.
Così è quando si condivide, oltre al dolore, la vita.
Tvb
Silvia
p.s.brava!