Sono stanca.
Sto scrivendo e sto bene. E non sono di malumore, anzi, il contrario. Ma sono stanca.
Ho un mezzo post già confezionato, su un argomento che mi sta a cuore, ma è da rivedere e non ho voglia di farlo ora.
Ho anche due o tre poesie. E volevo scrivere altre cose.
Però. Però ho in mente ancora quella cosa del “visibile e invisibile” – questo è il motivo del quadro di Chagall in apertura – e sto usando il colore ottanio per la mia storia.
Una volta scrissi una storia e c’era un abito color borgogna. Uno dei miei lettori mi scrisse che per lui il borgogna era un vino.
Embè. Questa è una delle differenze tra uomini e donne.
Le altre non sto a elencarvele.
La lezione di oggi, la lezione numero quarantatre, è una bella riflessione di Radames sull’ospedale e sull’umanità che si può trovare quando ci si reca là. Tra l’altro ho proprio scritto da poco un racconto ambientato in ospedale. E prima non mi è venuto in mente. Solo ora ci ho pensato. Sì, una storia ambientata in ospedale ma non mi sembra abbia l’atmosfera che ha la riflessione di Radames.
E poi. Ora vorrei un gelato. E mangiarlo davanti al mare.
*****
Qui non si fa in tempo ad esprimere un desiderio e subito te lo esaudiscono. Grazie Sonia
Mi sento già meglio. Molto meglio.


uhm
faccio un esperimento… vediamo se funziona pure qui (su splinder sì… ma io sono gnurante…)
se funziona… almeno virtualmente mi piacerebbe farti un regalo…
io provo eh…
no… non funziona… :’(
cercavo di postare nei commenti una foto…
quella che puoi vedere qui
http://blogs.townonline.com/wellesley/wp-content/uploads/2008/11/gelato4.jpg
scusa…
grazie Sonia.
un assortimento magnifico, come piace a me
Sul borgogna, l’altro giorno alla Feltrinelli ho visto un libro che si intitolava: “Perché le donne non sanno leggere le cartine, e gli uomini non si fermano mai a domandare indicazioni” – o qualcosa del genere.
Esiste un modo diverso di vedere il mondo, tra le donne e gli uomini, che non so se sia culturale o cromosomico (e non so se sia sempre così semplice separare le due cose). In ogni caso, una donna sa dare indicazioni stradali perfettamente comprensibili per un’altra donna, ed incomprensibili per un uomo. E viceversa. Leggevo che la donna sceglie punti di riferimento emotivi (un negozio, un albero all’incrocio di una strada), mentre l’uomo vettorializza lo spazio, cioè tende a sovrapporre ai luoghi un’immaginaria carta geografica, vista dall’alto. Spesso noto questa differenza, su altri livelli, tra la scrittura femminile e quella maschile. Ma questo commento è out of topic, giusto?
Buona giornata!
ma no, non è proprio o.t.
le differenze tra uomo e donna si capiscono da questi particolari, e quello indicato da te mi sembra adatto a rimarcarle. come quello indicato da me con i colori.
poi, come ben sappiamo, ci sono donne che non badano ai nomi dei colori e uomini che li conoscono bene.
donne che fanno le navigatrici alle gare automobilistiche nel deserto e uomini che si perdono in un bicchiere d’acqua
tutto è possibile.
Ti rispondo qui – credo sia finito il numero massimo di livelli di risposta…
Il più grande esperto di colori in letteratura credo sia (che barba!!!) Nabokov. In “Ada, o ardore” arriva ad usarne qualche centinaio: una vera enciclopedia delle gradazioni che la luce riesce a creare!
E allora… la differenza tra uomo e donna potrebbe essere anche che io preferisco il gelato caffè e cioccolato e una donna invece yogurt e mela verde, con magari una pucciatina di fiordilatte? (brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!! )
E poi… il Borgogna è una tonalità di rosso con sfumature di porpora che prende il proprio nome dal vino di Borgogna, (da Wikipedia… ) e allora il tuo lettore non aveva tutti i torti mi pare… mannaggiatte…
Evvabè, giusto per uscire del tutto fuori tema, dalle mie parti c’è una gelateria che fa le granite come quelle siciliane (o quasi…).
Mi hai fatto venire voglia e adesso c’ho in mano una granita di fragola con panna (il caffè non lo fanno, ahimè… ) che parla da sola.
L’unica cosa che manca è il mare… mannaggiatte, che me lo hai fatto venire in mente!!!
Buona serata e buon fine settimana…
@ paolo:
ho sempre pensato che Nabokov fosse un grande. qualche centinaio di colori… mi batte davvero allora
@ arthur:
è già ora del gelato? a me va bene come lo scegli tu. sarò una donna lo stesso?…