E questa lezione ve la copio pari pari. Una lezione importantissima, la numero trentanove, da seguire passo passo come indica il prof.
Beh, no, non posso copiarla. Non sta bene.
Vi riassumo due cose, poi andate a leggerla. C’è il link sopra come al solito. Le lezioni sono tutte linkate (lo scrivo per chi arriva qui e non sa nulla delle lezioni precedenti).
Dunque, arrivati a questo punto dobbiamo stampare il malloppo e prendere le nostre parole di carta, annusarle, sfiorarle e poi portarle in un luogo molto bello e solitario, un luogo che ci piaccia molto. Ci sediamo sotto il nostro albero preferito (io ne ho due bellissimi in giardino. Ne ho parlato tante volte. Se trovo la foto in tempi brevi la inserirò nel post) alle sei di mattina e leggiamo a voce alta ciò che abbiamo prodotto.
A cosa serve? Leggete la lezione, no?
Torno a scrivere.
Leggete anche l’intervista ad Angelo Petrella. Io la leggo dopo aver completato questo capitolo





amo la carta.
non posso farne a meno.
stampo praticamente ogni capitolo che scrivo, mi siedo in divano, me ne frego delle finestre aperte o se i vicini mi prendono per pazza, e le leggo a voce alta.
Melly, la mia gatta, mi guarda e ammicca.
poi chiamo Lui al telefono.
che ovunque sia si ferma, si apparta e mi ascolta mentre rileggo, tiene gli occhi chiusi (o per lo meno io immagino faccia così) per non distrarsi.
e così sento le stonature, quando un concetto non torna, o un particolare da bianco è diventato nero tre pagine dopo. e poi scrivo, appunto, faccio frecce e asterischi.
senza carta sarei persa…
scusa.. mi sono fatta prendere la mano, ma sta cosa la confido a te, che mica sono sicura che il prof mi creda!
e brava Sonia. con una ascoltatrice come Melly non puoi sbagliare.
ma leggi tutto il capitolo al telefono? un lui paziente, eh?
e se invece facessimo leggere tutto al computer? deve esserci qualche programma capace di farlo. Altrimenti assumo qualcuno che lo legga al posto mio…gasp… troppo faticoso leggere con questo caldo.
ma pani, fare leggere al computer non è la stessa cosa.
cosa ne sa il computer della tua anima? come può sapere se ciò che hai scritto è davvero ciò che volevi scrivere?
puoi assumere qualcuno che legga (non al posto tuo, ma in aggiunta a te), ma le revisioni fatte da te sono indispensabili, io credo.
io ne ho già fatte molte. non tengo il conto ma ne faccio parecchie.
comunque, è vero. è molto caldo.
Accipicchia, Sonia, hai un Lui molto paziente e innamorato.
Invece devo dire che l’idea di Pan non è niente male, però ci vorrebbe anche un computer che mentre legge, poi ci bacchetta se abbiamo detto delle fesserie…
Caldo, caldo, caldo…
assolutamente paziente… devo dargliene atto. Sopporta e Supporta!
oh buon lunedì compagni di classe, visto el calor (anche se qui è tutto grigio e di tanto in tanto cade qualche goccia) oggi per merenda frutta fresca e torta allo yogurt.
[...] Approfondimento fonte: Scrivere un romanzo – lezione numero 39 « Solo io e il silenzio [...]