Frammenti di vita – Max

Suo fratello lo stava chiamando dalla cucina, urlando che erano in ritardo. Si guardò allo specchio e non si riconobbe. Cosa aveva di diverso non avrebbe saputo dirlo. Sapeva solo che da un pezzo, nello specchio non trovava più Massimo, ma solo Max. Infilò la felpa, scolorita come la sua anima, con una smorfia di dolore. La spalla faceva ancora molto male e il collo era bloccato. Alle cinque, ennesimo appuntamento con un medico sconosciuto, per l’ennesima diagnosi, di cui non gli importava niente. Di niente gli importava più, ormai. Voleva essere morto. Quanto aveva pregato: … perché non sono morto io, invece di Monica? Perché, cazzo! Almeno lei sarebbe viva e io non soffrirei… tutti sarebbero contenti…
“Dai, Max, muoviti! Siamo in ritardo. Possibile che tu non riesca ad essere puntuale?” Continua a leggere