Archivio mensile:dicembre 2008
Intervista a Babbo Natale- di Guido Tedoldi
C’è questo giornalista, italiano. Mi ha anche detto come si chiama, ma vatti a ricordare, alla mia età… Dito… Dito qualcosa, boh. Mi ha mandato la sua letterina, come fosse un bambinello alle prime armi, invece è un adulto. Potrei evitare di rispondere. Ma adesso che la notte di Natale è quasi finita e ho portato i doni a tutti i bambini del mondo, mi rimane il dubbio di non aver fatto appieno il mio mestiere se non gli rispondo.
Io regali agli adulti non ne faccio. Non sanno sognare. Ok, alcuni lo sanno fare, ma anche loro non mandano più le letterine a me. Non sognano più ME. Pensano di essere abbastanza esperti per sapere che non esisto. Questo qua invece… vi leggo la sua letterina: Continua a leggere
Colonna sonora
In questi anni mi sono nutrita spesso di quella che io chiamo ‘musica regalata’: musica che gli amici sceglievano per me, per farmi sentire ciò che quella particolare musica suscitava in loro. Era musica non richiesta specificatamente, ma arrivata per caso e per dono.
Per questo Natale avevo chiesto musica in tema e questi sono i brani indicati e suggeriti.
“Una musica non specificamente nata per il Natale, ma costruita secondo tutti gli archetipi di quelle tradizionali per questa ricorrenza (ritmo di pastorale in 6/8, andamento flessuoso della melodia, ecc.), è il preludio in Mi Maggiore dal I libro del Clavicembalo ben temperato di Bach: un rispettabile esempio che si trova su internet è il seguente di Gould”
La cucina gialla – sette
La cucina gialla
Sette
(prosegue da domenica)
Quando Chiara e Marco rientrarono, lo trovarono con la testa sul tavolo, dove c’era anche un bicchiere vuoto. Chiara lo prese e l’annusò:
“Acqua…” poi andò ad aprire la finestra, mentre Marco svegliava Alessandro.
“Ale, su, sveglia. Cos’hai combinato? Stai male?”
Sorpreso dalla brusca sveglia e dal fatto di trovarsi in cucina, Alessandro non seppe che rispondere, poi, il sorriso di Chiara e gli occhi comprensivi di Marco, lo spinsero a parlare e a raccontare di Annalisa con gli occhi come stelle, che guardava Luciano con il viso alla Raoul Bova. La disperazione di Alessandro colpì Chiara, che si dichiarò pronta a svegliare subito Annalisa per parlarle. I due ragazzi dovettero tenerla per impedirglielo e lei si fece convincere a malincuore. Continua a leggere
Il Natale – tempo per pensare di Davide Novarina
Gesù Bambino, posso parlare un po’ con te? Sono il somaro. Quello del presepe. Quello sempre vicino alla tua mangiatoia. Quello che la gente, per delicatezza, chiama: asinello.
Cosa devo dirti? Ti voglio ringraziare Gesù, perchè anche quest’anno, come sempre, sono presente in tutti i presepi. Non è affatto una cosa scontata che una creatura umile come me non manchi mai in una scena così straordinaria, misteriosa, suggestiva, unica come il tuo presepe. Ti voglio ringraziare, perchè questa mia presenza è certamente opera tua, altrimenti chi si sarebbe ricordato di un somaro come me? Lo sai, nemmeno gli evangelisti si sono ricordati di citarmi. Sì! Nessuno me lo leva dalla testa: sei tu che ogni anno fai questo miracolo. Perchè? Continua a leggere
Natale- tautogramma di Sandra Palombo
Natale
Nacque Nazareno,
nuovo Nunzio,
nascosto, nudo,
nullatenente,
nella notte nevosa,
nacque Nuova Novella
nacque Natale. Continua a leggere
Natale
Natale
Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio.
David Maria Turoldo Continua a leggere
Io ho un sogno
Volevo scrivere una letterina di riflessione per il prossimo Natale, da mandare alle persone a cui voglio bene. Per anni ci siamo battuti per un mondo migliore: battaglie sulla difesa della terra, sulla giustizia, la pace, la solidarietà .
Un branco di utopici che hanno vagato in lungo e in largo per la nostra pianura per gridare agli indifferenti, agli agnostici, ai qualunquisti, a tutti quelli che amano un solo dio (il denaro): non siamo stati ascoltati, siamo stati derisi. Eppure la nostra forza è stata quella di credere che ce l’avremmo fatta (il nostro sogno) Il cammino è ancora lungo lo so, ma incomincia a fischiare il vento, e a urlare la bufera, noi saremo pronti quando il fischio del vento si farà più forte e sibilante, ci fermeremo quando il vento avrà fatto il suo giro, allora il nostro compito sarà compiuto e il sogno diventerà realtà.
Dopo questa sconclusionata introduzione vi trascrivo questo bellissimo editoriale che faccio mio e ve lo trasmetto perché credo che sia fondamentale per il prossimo cammino.
Zambo Continua a leggere
Vendetta, tremenda vendetta! – di Sergio Sozi
L’ho visto entrare nel caminetto col suo solito fare goffo e prepotente: per poco non distruggeva il comignolo per passarci con tutta la stazza, ché mica è piccolo, lo sanno tutti.
Dopo averne osservato, grazie alla luna piena, la consueta fretta di consegnare i doni, ho lasciato il posto d’osservazione per farti il solito rapporto scritto, come vedi. Sarà stata la trentesima volta che ti anticipava in quel paesino, Capo, coi suoi pacchi dorati infiocchettati e vistosamente fatti in serie. Continua a leggere
Mareoro d’auguri di Teresa Ferri
Cose fatte capo hanno
La cucina gialla- sei
La cucina gialla
Sei
(prosegue da domenica)
La cena si era trascinata in atmosfere diseguali, con lunghi silenzi. Chiara e Marco erano fuori e gli altri commensali sembravano persi in pensieri interiori. Gli unici che avevano tentato un dialogo, Annalisa e Luciano, non sembravano accorgersi del silenzio che riempiva l’aria. Anche Pulce, era stranamente tranquillo, quasi chiuso in un quieto riserbo, e scrutava la tavolata con due fessure verdi e brillanti.
Infine tutti si alzarono millantando impegni e studi.
“Roberta per ora vado, mi sento distrutto, domani si vedrà… ” Luciano si stropicciò gli occhi e salutò con un cenno la sua collega e la compagnia. Continua a leggere
Emozioni e dintorni
Mercoledì 10, una settimana fa, sono stata ospite al circolo Fuori Orario.
Cena e presentazione libro.
Le cose accadono, per caso ma anche no. Io penso che “il caso” non esista.
Così, quando l’anno scorso, proprio in questo periodo d’inizio dicembre, uscì il mio libro e se ne parlò, Donatella Righi lo acquistò per regalarlo ad un amico che aveva vissuto la stessa mia esperienza.
Prima di regalarlo, però, Donatella non resiste e apre il libro pensando di dare un’occhiata a qualche pagina. Finisce che lo legge tutto.
E finisce che l’altra sera eravamo tutti seduti allo stesso tavolo.
Una serata molto bella, con un clima rilassato da vecchi amici al bar.
Le emozioni sono state tante e non si possono raccontare tutte.
E’ stata la stessa Donatella Righi a presentare il libro e questo è uno stralcio di ciò che ha detto: Continua a leggere
La cucina gialla – cinque
Cinque
Annalisa entrò in cucina con gli occhi chiusi e aprì il frigo senza vederlo, con la dimestichezza data dalla lunga abitudine.
“Se cerchi lo yogurt alla fragola, l’ultimo l’ho preso io.”
Spalancando gli occhi, si girò verso Chiara:
“Da quando mangi lo yogurt, tu? Non è troppo salutista per i tuoi gusti?”
“Pasta all’arrabbiata e focaccia alla crema alle due e mezza… credo che non mangerò più fino a domani…”
“Ti sei mangiata la cena di Marco??”
“No, ho mangiato la cena con Marco…” e Chiara chinò gli occhi dentro ad un vasetto ormai ripulito. Continua a leggere
Follia di Natale – un racconto di Davide Piazzi
Era la sera del 24 dicembre, e al giovane appuntato dei carabinieri Domenico Ferioni era toccato il turno di piantone nella piccola stazione dell’arma situata in un quartiere periferico della città. A chi, se non a lui, l’ultimo arrivato, poteva andare quel compito ingrato? In servizio c’erano soltanto altri due suoi colleghi, impegnati nelle operazioni di ronda sulle vetture di servizio. Gli stessi che pochi minuti prima gli avevano portato quello strano individuo che ora si trovava seduto davanti a lui, avvolto in una coperta scura di lana pesante che gli lasciava scoperta soltanto la testa.
«Prego, fornisca le sue generalità». Continua a leggere




