La cucina gialla

La cucina gialla
Uno

Le piastrelle erano bianche, con dei piccoli soli sorridenti, arancioni e verdi. Secondo Annalisa, il proprietario aveva pensato al benessere dei suoi inquilini e voleva renderli di buon umore fin dal mattino. Annalisa è una romantica idealista, pensò Roberta mentre mescolava i cereali nella tazza. Secondo lei, invece, il proprietario aveva trovato solo quei piccoli soli sorridenti tra le piastrelle d’occasione: taccagno com’era, guardava solo al risparmio, e sicuramente non al buon umore, visto il caratteraccio che aveva.
Devo sbrigarmi, altrimenti arriverò in ritardo… Roberta mangiò in fretta i cereali, con lo sguardo perso negli alberi che vedeva fuori dalla finestra, e un orecchio teso a captare i rumori del corridoio. Il silenzio era totale: anche dalle camere non giungeva nessun rumore. Si alzò e lavò la tazza, sistemando tutte le cose che aveva usato; i patti della convivenza erano ben chiari e lei li sapeva a memoria, perché il cartello su cui erano scritti era opera sua. Il cartello era attaccato di fianco al frigorifero e lei sperava che tutti lo leggessero e si ricordassero di mantenere l’ordine e la pulizia nella cucina gialla.
Il rumore di un passo le fece girare la testa: Continua a leggere