Dice lui

Dice lui 

ancora non so, e son passati vent’anni, era una dolce bambina o una ingenua Lolita? 

lei era alla trave, dolce e carina, all’inizio non ci pensavo, era ancora una bambina, figlia di un amico, potevo essere suo padre ma non lo ero, ero il suo coach un amico di famiglia e lei era una bambina, i capelli nella coda e la tuta troppo stretta, schiena dritta e seni acerbi, seni acerbi da quando li aveva? quindici anni aveva, era figlia di un amico, dolce e carina era ancora una bambina Mimì e io l’amavo, Continua a leggere

Legame d’amore

Ti amo. Lo sai, vero?
Non puoi non saperlo. Lo vedi da come ti appartengo.
Non posso smettere di guardarti pensarti sfiorarti desiderarti sognarti volerti pretenderti.
Non so starti lontano. Mi sei indispensabile. E anch’io lo sono per te.
Non riesci ad allontanarti da me e dai miei desideri, come una vera schiava d’amore. Schiava e Dea del mio desiderio, e artefice del mio amore.
Mi piace tutto di te. Il tuo corpo sa di calore trattenuto e di notti insonni. Vorrei prenderti tra le braccia e mettere la testa sulla tua spalla e stare lì mentre il sole scende dietro le finestre. Poi sarebbe una danza lenta e dolce, passi di avvicinamento e dita allungate, pelle sottile e tesa nel bisogno e nel desiderio, e palmi curvi a cercare l’altro e occhi sempre più scuri e bocche socchiuse e lingue umide. Continua a leggere

La cattiveria, seppur ai minimi termini, può essere una maschera?

un incontro con Frank Solitario

di Morena Fanti 

 

 

 

Conosco Frank Solitario da anni e, calcolando che lui ora ne ha trentuno, la cosa non sembra deporre a mio favore, ma conosco è un termine vago e non biblico e, usato per conoscenze fatte sul web, diventa molto soft e di dubbia verità. Mi ha sempre colpito, di Frank, la sua pungente ironia e il suo disincanto, il sospetto con cui guarda ed esplora la vita e i suoi simili, per quanto di ‘simili’ Frank non ne abbia. La sua scrittura ricalca in tutto la sua mente acuta e il suo essere sempre al limite, come se cercasse di andare oltre ciò che si può vedere, per arrivare all’invisibile, in quel punto dove gli esseri umani diventano ciò che non vorrebbero essere: sgradevoli, poveri, sfigati fino al limite di non ritorno, in vite che di umano non hanno più nulla se non il nome. Continua a leggere