un’intervista a Massimo Maugeri, creatore dell’open blog Letteratitudine
di Simona Lo Iacono
Ci sono sogni che non si realizzeranno mai.
Che devono restare sogni.
Che hanno incisi su di sé l’assenza. Assenza dal mondo.
Sono i sogni migliori. Quelli che dicono la stoffa di un vero sognatore. Quelli che seminano tracce da cogliere, resti di giorni, radici del tempo.
Perché – in realtà – del sogno abbiamo tutti bisogno. Del sogno conserviamo memoria. Del sogno possiamo indovinare le forme lambendo da lontano ciò che eravamo e che non siamo stati , o una qualunque malinconia dell’essere.
Il sogno, che pure non sappiamo abitare, ci rappresenta.
A volte accade, però, che il sogno possa essere afferrato. Che possa essere abitato. Che pur mantenendo un ceppo irreale e fioccoso quanto il nodo di una nuvola, esista.
E che si popoli di molti viaggiatori, naviganti di percorsi immaginati che stringono mani senza toccarle , parlano senza emettere voce, si rincorrono su segnali da decifrare.
La rete ha molta somiglianza coi sogni. Ed è abitata da molti sognatori.
E’ un mondo a metà tra essere e non essere, tra volere e desiderare, tra vivere e fingere di farlo.
E’ immateriale ma visibile, imprendibile ma godibile, è niente e tutto come solo le illusioni sanno essere.
E – soprattutto – seduce.
Seduce proprio con la sua apertura all’ignoto. Col suo potenziale d’infinito. Col rimandare la voce senza barriere e assedi del tempo o del luogo. Seduce perché sedimenta possibilità, perché rotola tra solitudini, perché – come i sogni – sa riempire i vuoti e sa dare un nome alle attese.
Non a caso è rete. Perché intrappola . Perché è costellata di fori e – al tempo stesso – di catene. Una maglia che intreccia maglie come le strade di una città.
Ed è appunto percorrendo strade di questa immaginaria città, svicolando tra linee conosciute, che ci si ferma dove lo spazio si contrae, dove prende forme di una stanza, dove d’improvviso si aprono finestre e si materializzano arredi , sedie e tavoli per conversare, libri impilati ovunque e pagine bianche da riempire. Dove il sogno vorticosamente rotea su se stesso, rapisce ostaggi e ruba alla realtà.
E’ il luogo inventato da Massimo Maugeri e che porta il nome di “Letteratitudine”.
Un sogno nel sogno. Una città nella città. Un libro nei libri.
Perché “Letteratitudine” non è solo un blog letterario. Non è solo un luogo d’incontro virtuale , un salotto di voci che dicono.
E’ piuttosto il rimando di un’idea. La proiezione di un modo d’essere. Il riflesso della terra sulla luna quando tramonta un’eclissi.
E’ la costruzione di un mondo interiore nell’unico luogo possibile.
E attrae infatti come la luna attrae le maree. Richiama come il risucchio di una memoria inabissata. Seduce, come la rete, perché s’aggroviglia dei mondi dei suoi visitatori.
Nell’aprirla non si ha solo l’idea di un libro. Ma di molti libri scritti dai suoi viaggiatori. E non di una voce, ma di una colonia di io narranti che dicono la propria storia.
Massimo Maugeri conduce e anima con garbo, quasi dietro le quinte, smorzando i toni e calibrando il coro , seminando spunti, aprendo scenari, disegnando volti sui volti, annodando uomo all’uomo.
Soprattutto suggerendo che l’essenza di ogni sogno è nell’incontro, nello scambio, nella contaminazione di destini.
E la letteratura si trasforma.
In questo mondo di mezzo tra sonno e veglia, in questo continente che non c’è e che forse nessuna mappa saprebbe collocare, le parole degli scrittori si mescolano a quelle dei lettori, riscrivendo testi, moltiplicando storie, in un rincorrersi di specchi che si riflettono l’uno sull’altro sovrapponendosi e rappresentando la varietà dell’uomo, dei suoi pietosi sforzi di resistenza all’assalto del tempo, della sua rincorsa verso ciò a cui più somiglia- un’anima immortale.
D’altra parte “Letteratitudine”nasce da un curioso miscuglio linguistico tra letteratura e latitudine, tra luoghi dello spirito e coordinate geografiche. Una parola che non esiste sui libri né sugli atlanti. Che nessun vocabolario riporta.
Un viaggio sulle rive di uno spazio che non c’è, se non dentro di noi….




