Parlare di Maria Teresa e dei suoi versi non è facile. E’ meglio in certi casi leggere e ascoltare la voce che segue le emozioni di chi ha scritto. Ogni lettura ci porta in pensieri e strade, diverse per ognuno di noi, e spesso diverse anche dalle emozioni di chi ha scritto il testo.
Non è importante, l’importante è che le emozioni ci siano e si trasmettano. Le opere di Maria Teresa sono così: intense e forti, e sanno ‘parlare’.
Il sogno del cavallo è l’ultimo libro della poetessa senese: un libro di liriche dedicate alla sua terra e alla città di Siena e scritte in un arco temporale molto lungo dal 1961 al 2006.
A Siena Mia
Siena mia dolce,
madonna addormentata,
mollemente adagiata
su ubertose colline
ove fronde d’ulivi
si vestono d’argento.
Vigila sul sonno senza tempo
l’esile torre che svetta snella
su vetuste case. Nidificano
tra gotici bastioni le brune
taccole e svolazzano ignare
delle umane cose.
Ti ridesti dal languido torpore,
nella calda stagione .
Ornata di vessilli discendi
in piazza, ivi pulsan vibranti
animi fieri della gente tua.
A sera, mentre i tamburi
rullano in sordina, tremule
fiaccole rammentano alla luna
antiche trame di rudi cavalieri
ti riaddormenti placida ed altera,
sul letto incastellato dalle mura
e sogni fra bandiere
che gonfiano di vento,
le gesta vittoriose dei destrieri.
(Siena, agosto 1983)
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