Il silenzio della poesia si fa libro (anteprima)
Marzo 18, 2008 di morenafanti
Il silenzio della poesia nasce da un incontro (organizzato dal curatore e da Massimo Pasqualone in collaborazione con l’Associazione Culturale “Alento”) tenutosi il 16 febbraio 2008 presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (patrocinio del Comune e della Provincia di Chieti): 24 autori da tutta Italia si sono confrontati sul tema, al tempo stesso avvincente e sfuggente (se non addirittura contraddittorio) che dà il titolo a questo libro. 17 li trovate pulsanti in queste pagine, con le loro poesie e/o le loro riflessioni: un campione piccolo ma significativo (anche per la grande varietà delle poetiche rappresentate e per il taglio transgenerazionale) dello status del poeta nel Bel Paese di oggi. La poesia agli occhi di molti è “vanità” nel senso qoheletiano del termine hèvel: un “fiato” che non sembra avere grande importanza, un vapore che si dissolve presto, senza la capacità di sommuovere che ha la musica, né la facilità icastica di uno slogan.
Forse l’essenza della poesia è proprio qui, nel suo essere labile e impalpabile eppure con una carica concentrata di energia che aspetta solo il lettore attento o abituato alla sue “frequenze”: se la poesia è gratuita, umilmente accolta come una pietra preziosa dal poeta che può (deve) certo lavorarla ma mai possederla, essa può raggiungere tutti e germinare in coloro che hanno orecchi per intenderla… Non credo nelle poesie-diario, autoterapeutiche, celebrative, esistenziali, commemorative o di denuncia: se i versi restano troppo vincolati all’occasione, all’evento o ai sentimenti dell’autore, questi rischia, nel migliore dei casi, di fare un buon esercizio di stile e più spesso di annoiare il lettore.
Sia il poeta che la poesia hanno bisogno del silenzio che decanta, prepara, accoglie, genera parole profonde, essenziali, scintille di verità da condividere.
Il silenzio è l’humus di una voce poetica autentica, e questa è espressione di uno stare al mondo, in una data realtà, con la consapevolezza che c’è però dell’altro. Se le nostre vite sono un intreccio di storie (in tutti i sensi che la parola può avere) la poesia ne illumina i nodi (che in senso positivo sono gli incontri e gli eventi che aprono nuovi cammini e prospettive), ma sempre a partire dal vuoto delle maglie in cui ha sede quel silenzio che ogni lingua umana tenta di scandagliare: può “esprimerlo” solo in qualche eco che comunque investe la realtà impastandola di senso, rivelandola a coloro che vi sono immersi, autentificandone i pensieri e quindi gli atti. I poeti veri sono dei fari che possono aiutarci a navigare l’elusiva superficie senza suono che è la lavagna trascendente in cui sta scritto il destino di ciascuno.
Alessandro Ramberti
Solo una frase in aggiunta alle parole di Alessandro Ramberti, vero artefice di tutto, dal convegno alla fase finale di curatore e editore.
Essere in questo libro (Il silenzio della poesia - Fara editore 2008- in uscita tra marzo e aprile) è per me un grande piacere, come lo è stato partecipare al convegno del sedici febbraio. Questa iniziativa ha prodotto in me una grande spinta emotiva e letteraria. Una sorta di fermento artistico. Ciò mi sembra già un’ottima cosa, dopo mesi di stasi del pensiero.
L’argomento ’silenzio’ è uno dei miei favoriti: non a caso questo blog ha titolo Solo io e il silenzio.
Questo è uno dei miei pensieri, uno di quelli che hanno trovato posto nel libro:
*
necessario
in una stanza
che racchiude parole
che solo i muri hanno sentito,
emozioni respirate
e pensieri divorati
passato e presente
che si rincorrono
annullandosi.
muta
respiro piano
reggendo i fili
alternando colori
in un disegno ripetuto
un quadro già colorato
sillabe come sfere rotolanti
che arrivano al bersaglio
e colpiscono duro
sferzando l’aria
levigando il cuore.




…quando mi germogliava felice intorno e dentro
non dovevo covare ricordi e fantasie
in un cassetto silente.
Una iniziativa che apre la parola e la rende ospitante, un ampio si-lente scenario in cui ogni filo forma il tessuto di questi nostri giorni e, forse , riesce a risaldarli a quelli del passato e del futuro. Grazie,ferni
come faccio a mettermi in contatto con Lei?
sillabe come sfere rotolanti
che arrivano al bersaglio
e colpiscono duro
sferzando l’aria
levigando il cuore.
non è un silenzio idilliaco, e queste parole, così parche e sussurrate, “colpiscono duro”, appunto…
marina
Giusto Marina
la poesia (autentica) è molto zen, può raggiungere la massima incisività a partire da una apparente evanescenza.
Buona Pasqua!
Alex
Fatemi sapere quando sarà pronto il libro che lo acquisto! Un abbraccio a te Morena e ad Alessandro. Lucianna
Interessante e indovinato il tema. E’ nel silenzio che germoglia la poesia. Sono contenta che l’incontro abbia ridato linfa alla tua scrittura e non ci sei per caso, dammi retta, nella raccolta
Ciao! Sandra