Il presepe di Gaspare – di Fausto Marchetti

PREPEPIO POPOLARE  - MASSIMO CARLI BALLOLA

Presepio popolare – Massimo Carli Ballola (foto Patrizia Mezzogori)

 

Incastonato nella quotidianità fitta di rumori e di voci della zona industriale, il silenzio della cascina dei Macì è un’oasi seminata nel terreno sassoso e spinoso delle fatiche, degli odi e delle bestemmie.
I tralci secchi di vite scoppiettano nel camino spandendo luce e calore nella grande cucina.
I due fratelli ottantenni sono soli. La prima domenica di aprile, dopo aver servito loro il pranzo, la sorella Lauri ha esalato l’ultimo respiro accasciata sul piatto di polenta e coniglio arrosto.
Lo sguardo di Innocente è fisso sul duello delle lame incandescenti nel fuoco; i suoi pensieri si attorcigliano come edera intorno a braccia e gambe e affondano le radici nella mente e nel cuore.
Gli anni portano con sé la debolezza generale dell’organismo e l’appannamento mentale.
La nostra vita è un fuoco spento, c’è ancora qualche brace sotto il velo della cenere, ma non c’è più la voglia o la forza di soffiare, siamo ombre che passeggiano senza la voglia di ricominciare.
Gaspare è alla finestra. Fuori è ancora buio. In lontananza luccicano le lampadine degli alberi di Natale, stelline intermittenti come i suoi pensieri: assenti sul presente e presenti sul passato; lui ha un’altra vita, colma di fantasticherie, chimere e miraggi, dall’alba al tramonto veleggia sulla superficie degli eventi e si astrae nel sogno. Continua a leggere

Pride – un film da vedere

PRIDE

Capita di rado di vedere un film che ti soddisfa in pieno: bella storia, argomento interessante, bravi attori.
Pride, il nuovo film del regista Matthew Warchus è tutto questo. La storia è storia vera e mi sono stupida notando quanto poco ricordassi della vicenda avvenuta negli anni 80. Certi film dovrebbero avere un premio speciale anche per riportarci a costruire la nostra memoria.
Comunque, accade che nel 1984, a Londra, in occasione della sfilata del Pride, Mark Ashton, giovane attivista gay interpretato da Ben Schnetzer, decide di iniziare una raccolta fondi per sostenere i minatori del Galles durante il loro sciopero contro la politica del governo Tatcher. La sua decisione, sorta dal capire come i minatori siano perseguitati allo stesso modo dei gay – capire che le ‘minoranze’ in quanto tali vengono sempre vessate dal sistema che riconosce solo l’omologazione e il potere – lo porta, durante una dibattuta riunione, a formare il gruppo “Lesbians and Gays Support the Miners” (LGSM). La raccolta fondi procede bene e viene il momento di cercare il contatto con i minatori per la consegna dei soldi. Continua a leggere

Non ci saranno pecore a Natale – di Paolo Perlini

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Il dodici dicembre del 2013, giorno che in paese tutti vogliono dimenticare, quella che doveva essere una normale assemblea scolastica si trasformò nella più violenta rissa che mai si ricordi.
Come sempre avviene, la colpa ricade su più teste ma da qualsiasi punto di vista la si guardi non si può negare che coloro che hanno il potere di decidere hanno anche maggiori responsabilità, e in quel caso gravavano sul dirigente scolastico e il sindaco.
Perché, nel corso di quell’assemblea si dovevano assegnare le parti per la processione della notte di Natale e per i personaggi del presepe semi-vivente. In paese lo chiamavano così, semi-vivente perché le pecore mica erano vere, erano solo dei bambini travestiti da agnelli, con un vestito o una maschera. E pure il bue, l’asinello e perfino la cinciallegra – che nessuno sapeva cosa ci facesse in un presepio, perché manco poteva volare – erano raffigurati con maschere o costumi di cartapesta.
“Allora, la parte di Maria la diamo a Chantal” disse il dirigente.
“E ti pareva…” bofonchiò un genitore, “sempre sua nipote…ma diventerà vecchia prima o poi…”
“…Giuseppe lo fa Kevin…” continuò il dirigente.
“E ti pareva…” bofonchiò lo stesso genitore, “sempre il figlio del sindaco…” Continua a leggere

Ma che Natale è? – di Aurore

albero-di-natale-con camino
Ma che Natale è
senza la neve che ricopre di pace ogni cosa,
senza doni sotto l’albero scintillante,
senza il dolce sorriso del nonno
che ti accoglie sulla porta di casa,
senza tutta la grande famiglia
riunita gioiosa per il pranzo,
senza il presepe con il muschio
raccolto in giardino
a fare da prato,
con uno specchietto a fare da laghetto,
con la farina setacciata sopra i tetti
a fare da neve? Continua a leggere

Buon Natale, Max – di Carlo Sirotti

babbo natale moto

- Devo dire che in linea di principio non sono contrario al Natale. E’ che mi urta tutta questa serie di incombenze creata dalle consuetudini che si pretende spacciare per sincero affetto, i regali a “quello tanto so che me lo fa e dovrò pur ricambiare”, i biglietti di auguri che guai a dimenticarsi di qualcuno che poi si offende, il pensiero per quello che ti ha fatto un favore, che dovrai pur ringraziare, ma sotto sotto non è che un implicito riconoscimento di sudditanza che lui si aspetta …
– Sì, vabbè, ma a parte questo, devi riconoscere che in questo periodo l’atmosfera è diversa, i bambini e la loro frenesia in attesa dei regali …
Max rispose dapprima con una piccola smorfia, ma subito riprese il discorso:
– I bambini! Ma non vedi che non è che addestramento? L’addestramento di nuovi consumatori in attesa di diventare grandi o piccoli ingranaggi di questa società basata sull’inganno, sull’insincerità, sui rapporti di dipendenza. Ipocrisia. Ecco cos’è Natale, pura ipocrisia!
– Ma dai, Max, non ti pare di esagerare? In fondo sono ancora anime innocenti, per loro ricevere un regalo è la conferma di un diritto a sognare, a sperare di vedere concretizzato il loro desiderio, il riconoscimento di esistere e per questo di essere amati, protetti, di potersi fidare di qualcuno, in cielo o in terra che sia…
– O l’abituarsi all’idea che basti desiderare per ottenere, senza bisogno di fare alcuno sforzo, alcun sacrificio, e trovarsi poi improvvisamente incapaci di costruire il proprio futuro senza l’aiuto di qualcun altro!
– Ma anche il confidare in qualche aiuto mi pare non sia una cosa così spregevole: viviamo in una società complessa, ma chi può dovrebbe sempre poter dare una mano a chi non può, o non riesce. La solidarietà, l’affetto…
– Sì, ma perché solo a Natale? Se la società si basasse su questi principi, ci si aiuterebbe sempre, e disinteressatamente. Continua a leggere

La “differenziata” – di Claudia Giacopelli

albero differenziata

Joshua ha nove anni. E’ un bimbo curioso e attento a quanto gli accade intorno.
Da diverso tempo osserva i suoi genitori fare la raccolta differenziata. È affascinato dall’idea che gli scarti possano essere riciclati in qualcosa di utile, sapere che la vita dei rifiuti non finisce nel cassonetto dell’immondizia.
Spesso fa domande del tipo: “Questa bottiglia cosa può diventare? E le lattine dell’aranciata?”
A turno sia la mamma, sia il papà, gli spiegano pazientemente come si dividono i materiali, abituandolo a fare altrettanto, e quando hanno dei dubbi fanno il gioco del “chi ci azzecca”, tirando a indovinare e andando poi a controllare sul rifiutologo dato in dotazione dalla municipalizzata.
E arriva il Natale. Continua a leggere