Solo io e il silenzio

appunti disordinati di Morena Fanti


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Flannery O’Connor allevava pavoni per costruire il suo brand?

industrial branding and b2b sales & marketing

Si parla spesso di brand: di cosa sia e che valore abbia per chi vuole essere presente in modo efficace sul web.
Da settimane, Marco Freccero sta scrivendo tanti post su come costruire il proprio brand e io li ho letti con attenzione. Non solo nella speranza di carpire qualche segreto e non solo perché sono curiosa di qualsiasi cosa riguardi il web e la nostra presenza in questo luogo non luogo. Li ho letti cercando di capire e confrontare il mio comportamento con quello che Freccero suggerisce.
Concordo con lui sul fatto che noi (autori, pittori, fotografi, disegnatori, creatori di oggetti) siamo qui (anche) per fare conoscere il nostro lavoro. Perché no? Siamo una banda di malati di ego e crediamo di avere qualcosa da dire, quindi vogliamo trovare chi ascolti le nostre elucubrazioni. Aprire un blog* significa condividere qualcosa con gli altri e, per noi che non vogliamo fare il diario delle nostre giornate, significa condividere la nostra scrittura e le idee che abbiamo sull’argomento. Continua a leggere


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Cartaceo vs ebook

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Credo di avere già detto qualche pregio della lettura digitale: meno peso da portarsi in borsa per leggere mentre si attende in anticamera dal medico, meno peso in valigia durante un viaggio aereo, facilità di lettura a letto prima di dormire – se già vi affaticate a reggere un libro di 800 e più pagine, come potrete rilassarvi nel sonno? -, velocità nei traslochi – nell’ultimo, dopo avere regalato ad amici e parenti borse di libri, ho preparato decine di scatoloni e ho dovuto spolverare e collocare di nuovo i volumi nelle librerie. Continua a leggere


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L’ispirazione frequenta i bar

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Nei mesi scorsi, complice un’estate che spingeva alla fuga e alla ricerca di un rifugio dal temporale improvviso ma non imprevisto, ho trascorso parecchie ore seduta al tavolino del bar della spiaggia. Prendevo il tablet e mi dedicavo a qualche lettura o a un gioco (lo so, questo rovina un po’ la mia allure di persona seria, ma il gioco è un’ottima fonte di relax e anche di conoscenze). Dopo pochi secondi avevo un bambino dietro le spalle che osservava ogni mio movimento. Un adulto passava e buttava un occhio, ripassava con un bicchiere in mano e chiedeva: “È un mini? Io ho quello grande.” Continua a leggere


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“Scrivere in prima persona incipit”

incipit1-e1388575213431Se settembre rappresenta per alcuni di noi il simbolo dell’inizio dell’anno ‘vero’, l’incipit, che è l’inizio del romanzo, è una delle parti più importanti, e quindi fa bene il nostro lettore a preoccuparsene.
Ma chi ha digitato la frase non cercava solo notizie sull’incipit, bensì sull’incipit scritto in prima persona. Ho già scritto una volta che la prima persona nella narrazione è coinvolgente per il lettore; chi legge è già portato a identificare l’autore del testo con il personaggio del romanzo e, se la narrazione avviene in prima persona (Uscii da quella casa pronta a non farvi più ritorno. Trascinai la valigia come fosse piena delle parole che Sandro mi aveva urlato. Il portiere mi fissò e lasciò che il “Buonasera signorina” si sciogliesse in gola.), allora il lettore ha la conferma che attendeva e si dispone a leggere fino in fondo ciò che “abbiamo vissuto”. Continua a leggere


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Il primo settembre è il capodanno più vero

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Come ben sanno i miei lettori affezionati, e come lo sapranno ora i nuovi lettori (e siete tantissimi, grazie), il primo settembre significa (per me) l’inizio vero dell’anno, dei progetti, delle idee, della voglia di fare e programmare.
Il tutto nasce come reazione a un mese, agosto, di ferma, di blocco mentale. Agosto è un mese balordo e anche menzognero; un mese in cui le attività si sospendono e le aspettative crescono. Ma in verità in agosto succede poco o nulla.  Invece settembre, che lo segue, pur non promettendo nulla, fa accadere le cose. Nella mia mente è questa la vera rinascita, quasi più della primavera che è solo un preludio d’estate. Continua a leggere


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Nel web sono tutti professori di vita

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Vi siete chiesti come mai in giro (bar, autobus, spiagge, supermercati, strade) la maggior parte delle persone non capisce molto, non ha opinioni, non sa mettere insieme due frasi e su internet invece tutti hanno un’opinione e la scrivono ovunque, forse per distribuire questa loro saggezza (saccenza)? Continua a leggere


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“Voglio scrivere un libro ma non so se la mia idea è originale”

Talento

Caro amico di google (la frase del titolo l’ho trovata nelle statistiche del blog), non lo sai perché non hai frequentato le biblioteche (lo dico per chi dice che i libri costano cari, che comunque è vero. Le biblioteche sono gratis, ricordatelo, e io le frequento da sempre). In pratica, caro amico che digiti su google, e magari è l’unica attività di scrittura che sai fare, se ti poni questa domanda significa che hai praticato poco la lettura, altrimenti sapresti cosa è originale e sapresti anche che le cose di cui si scrive sono sempre quelle: amore, soldi e delitti, in varie miscele e percentuali. In pratica si scrive di vita e le cose che accadono sono sempre le stesse; ciò che cambia e che può fare la differenza è lo stile e la voce narrante. Il modo in cui si espone la vicenda, la voce che si usa, il metodo per l’intreccio, la forza dei personaggi, questo fa la differenza.
È la voce che deve essere originale, non l’idea. Certo, se ci fosse anche quella non sarebbe male. Continua a leggere

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