Solo io e il silenzio

appunti disordinati di Morena Fanti


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È arrivato l’ebook di “Un uomo mi ha chiamata Tesoro”

Prima_Cop_Uomo-omQuando ho pubblicato in cartaceo il mio libro di racconti Un uomo mi ha chiamata Tesoro, che ha ricevuto alcuni commenti molto positivi e di questi ringrazio i miei affezionati lettori, molti amici mi hanno chiesto se fosse possibile averlo anche in versione digitale. Ho nicchiato un po’ perché l’avevo pensato come libro di carta, ma ora, vista l’estate e con il pensiero della possibile lettura da ombrellone, ho deciso di aggiungere questa opportunità ai mie racconti. E ai miei lettori.
Quindi da oggi trovate anche il formato epub disponibile qui a euro 2,49. Dovrebbe essere anche in tutti i maggiori store online ma non ho ancora verificato i link. Continua a leggere


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Ho terminato Doctor Sleep – una recensione tra vapore e luccicanza

Doctor Sleep Doctor Sleep
Stephen King

traduzione Giovanni Arduino

Sperling e Kupfer
528 pagine, 2014

Il passato è passato, ma definisce il presente”. Stephen King

Dan Torrance ha sulle spalle, ma non ‘alle spalle’, il suo passato, gli errori commessi e le bottiglie bevute, l’inferno in cui è sceso e quello che lo guarda da dentro con gli occhi del padre alcolizzato e della madre impaurita da Jack e dai suoi mostri.
Abra, a dodici anni (ma già a due mesi mandava messaggi a Dan) possiede una luccicanza potentissima. Quando i due si mettono insieme per sconfiggere il Vero Nodo, Rose Cilindro deve iniziare a tremare suo malgrado. La lotta sarà tremenda e molti ci rimetteranno la vita. Non dirò chi, per non togliervi il gusto di leggere questa storia in cui King esplora tutte le sue capacità di narratore e lo fa dannatamente bene. Mi sono divertita come non succedeva da tempo e ne sono grata al buon Stevie. So che si è impegnato molto e il risultato è magistrale.
Amo questo libro e amo Dan con la sua luccicanza, i suoi mostri e il suo inferno privato. Nell’ultima parte, il fottutissimo Autore mi ha anche strappato una mezza lacrima nonostante fossi già sull’avviso perché qualcuno l’aveva scritto nei commenti a questo post. Continua a leggere


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Come si diventa un “bravo blogger”

vignetta-blogger

Una volta (2003) c’era Splinder e il blog era una sorta di camera condivisa dove si ricevevano gli ospiti che dicevano la loro su ciò che avevi scritto. La piattaforma era il condominio e i vicini di casa erano gli amici blogger che andavi a leggere. All’epoca non si rispondeva ai commenti nel proprio blog (perciò io a volte non rispondo in questo blog, se non c’è una specifica domanda: le abitudini sono dure a perdere) ma si andava nel blog dell’amico (con grande confusione perché si rispondeva “rosso sangue” a un post romantico e si diceva “salsa piccante” sotto a un post che parlava della luna).
Si pubblicava a sentimento, cioè quando ti andava, anche se all’epoca io pubblicavo quasi tutti i giorni, anche solo una foto e una frase. Era tutto molto random e pure easy.
La comunità era viva e ridanciana, pronta a incontri e mangiate in giardino. La vivevamo bene, senza troppi problemi. Continua a leggere


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Che cosa serve per scrivere un libro di successo

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La domanda (digitata da qualcuno su google e approdata poi al mio blog) è chiara: non stiamo cercando di scrivere un bel libro, non un romanzo con una storia originale, non un testo con una voce narrante insolita, non un libro con una scrittura curata e chiara.
Stiamo cercando la strada per il successo, per il botteghino, per l’acclamazione, per la fama.
Cosa direbbe Stephen King? Avrebbe la risposta a questa domanda, lui che mastica successo spalmato sul pane farcito dalle royalties dei suoi romanzi? Continua a leggere


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Potrei scrivere una trilogia

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Non si scrive più un romanzo, la storia non è più unica. La moda, e il mercato, dicono che si deve operare su più fronti, esplorare ogni anfratto, che sia di sfumature di colori (sapete già), o di verbi (Amami, con lo spin off Sognami - qui la trilogia sembrava misera all’autrice -, Pensami, Vivimi, a dimostrazione che l’autrice conosce una manciata di verbi a sfondo romantico), o di stati meteo (Nebbia, Buio, Luce). Qualsiasi cosa è “trilogiabile” (pardonnez moi, s’il vous plaît), basta scovarne un ipotetico senso e propinarlo ai lettori.
In certi casi ti viene pure il dubbio che il romanzo fosse uno solo, (brutto o bello, scritto bene o scritto male non importa) ma che in fase di pubblicazione si sia operato per farne tre. Come suggerivo io a proposito di Underworld di DeLillo – tanto materiale! con 880 pagine vengono comodi comodi tre bei romanzi. E si incassa il triplo! -, ma con la scrittura di DeLillo si potrebbe fare qualsiasi cosa. Con la scrittura delle trilogie che “vanno per la maggiore”, si dovrebbe fare un’unica cosa e cioè buttarle nel cesso. Continua a leggere

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