Presto online un corso per evitare i corsi online

Web-Course

Occhiello: “La cultura si sposta sul web. Chi vuole imparare ora ha nuove opportunità e la Rete può diplomare ogni tipo di pesce”.
Catenaccio: “Internet è un fermento di corsi. Se ne propongono per ogni cosa e, se mancano le occasioni, si creano nuovi spunti ad hoc. Ma c’è già chi pensa a una contromossa”.

Basta guardarsi in giro, leggere le notizie sui social, osservare la pubblicità quando si visita un sito o un blog: i corsi online impazzano ovunque, in ogni ambito. E se pensate che siano solo corsi per studenti fuori corso, sbagliate: l’immagine indica che si può ‘studiare’ (rigorosamente dal divano di casa) per diventare sub! Eccezionale, no? Continua a leggere

Autopubblicazione: come iniziare

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Ci sono alcuni passaggi obbligati per arrivare a una buona autopubblicazione, ma prima mi pare doveroso chiarire le varie modalità con cui si arriva a pubblicare un proprio testo.

  • C’è il modo classico: un editore accetta il vostro lavoro e decide di investire su di voi, pratica ormai lontana come il posto fisso a cui non siamo più abituati.
  • C’è la EAP, editoria a pagamento, vituperata e odiata da molti ma ancora in uso: un editore si innamora del vostro testo e vi paragona ai grandi autori. Dopo avere ottenuto la vostra stima, vi fa una proposta alla quale rinuncerete solo se aprite gli occhi in tempo. Faccio notare che gli editori possono chiedere pagamenti anche in modo subdolo, proponendovi acquisto di copie o altro, quindi non basta dire che non avete pagato per la pubblicazione se poi avete acquistato 200 copie del vostro libro.
  • C’è infine, last but not least, il self-publishing: l’autore decide di diventare editore di se stesso e pubblica il proprio lavoro in formato digitale e lo vende sul web, proponendolo sui principali store, tipo Amazon, bookrepublic, kobostore ecc.

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Il Natale arriva sempre all’improvviso

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Non è presto (lo screenshot indica che mancano SOLO 64 giorni al Natale); quest’anno sono in palese ritardo per la nostra solita chiamata alle penne. Come sanno tutti, e se non lo sanno lo scopriranno ora, tutti gli anni preparo una pagina natalizia (questa è la pagina del 2013) e chiedo ad amici vecchi e nuovi di mandarmi testi, racconti brevi, poesie, foto, riflessioni e altro in tema natalizio.
Orbene: cosa si può classificare come “tema natalizio”? Continua a leggere

La centesima finestra – la crisi di Dario

giardino sant'Orsola Bologna

Continuo con gli assaggi del mio ‘romanzone': dopo avere pubblicato la pag. 97  (lo sapete cosa si dice della pag 97 dei libri, no?) e la lite tra Annalisa e Paolo (il post più letto nelle ultime settimane), pubblico uno dei miei brani favoriti, che mi suscita sempre forti emozioni. Come si legge nei ringraziamenti in coda al romanzo, per scrivere cartelli ‘veri’, mandai un’amica, Paola Minghetti,  (che oggi è in ospedale e che leggerà quando uscirà dalla sala operatoria) durante la pausa pranzo a copiare tre cartellini degli alberi sotto al suo ufficio (AGEOP). Si è parlato di quanto sia importante sapere se i cartellini sono ‘veri’. Per me lo era allora e lo è ancora oggi. Ho visto Dario che piangeva attaccato a quella magnolia e forse l’ho scritto così proprio perché sentivo l’ambiente. Chiunque passi dal giardino dell’ospedale Sant’Orsola può vedere e ricordare la sua ansia. Continua a leggere

La strana urgenza della rete

aiuto

 

Capita a volte di leggere alcune cose che paiono appelli alla popolazione*: ho bisogno di quello, mi serve quell’altro, se non ho quella cosa soccombo, se non mi arriva quell’altra mi verrà un malore.
Si possono leggere spesso in pubblico sui social e si leggono a volte in privato in qualche sporadico messaggio (sporadico per me, ma presumo che molti ne facciano largo uso) queste frasi. La gente ti chiede aiuto, consulto, finanche lavoro gratuito. Poi accade che tu, per gentilezza e perché ti dispiace sapere qualcuno in difficoltà, in quella che pare un’enorme difficoltà, dica: “Ok. faccio io”. Mandami il testo”, “Chiedi pure”, “Ti do una mano”. Continua a leggere

Marettimo: un’oasi di bellezza e serenità

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di nulla, che sono già completi soprattutto se l’uomo non vi mette le mani. Marettimo, la più occidentale delle Egadi, si propone come un’isola/oasi di serenità e bellezza. La natura è stata magnanima con quest’isola, pur nella sua asprezza e rudezza. La montagna sovrasta il mare e rende i percorsi faticosi ma suggestivi. Inserisco una galleria per condividere qualche angolo di questa bellezza. Continua a leggere

La centesima finestra – lite tra Annalisa e Paolo

“Dopo avere mangiato la macedonia, Annalisa si alzò dicendo: «Vado a preparare il caffè». Paolo la seguì in cucina: l’abbracciò mentre Sinead O’Connor in Special Cases dava fiato alla voce con un sottofondo di archi dalla trama orientaleggiante. Una canzone sulla fiducia, pensò Annalisa. Se accetti di svelare le tue emozioni, devi anche accettare l’idea di essere vulnerabile.
Intanto Paolo, che stava facendo pensieri molto diversi da quelli di Annalisa, passò dall’abbraccio al bacio. La baciava con molta passione mentre si occupava dell’abito nero e della sua cerniera lampo. Annalisa sentiva le sue mani passare dalle carezze audaci alla ricerca del modo di aprire il vestito. Percepiva i movimenti delle dita di lui – dita grosse e forti che lui aveva usato tante volte per darle piacere – e ne coglieva l’impazienza. Finalmente Paolo riuscì a prendere il minuscolo cursore e lo spinse fino in fondo, facendo cadere a terra il vestito che rimase intorno ai suoi piedi, rendendola simile allo stelo di un fiore a cui una folata di vento dispettoso aveva disperso i petali. Paolo l’aiutò a sollevare i piedi, slacciandole le scarpe nello stesso movimento, la sostenne mentre si allontanava dall’abito e, sempre accarezzandole la schiena, la spinse verso la camera da letto dove la fece cadere sul copriletto giallo.
Fecero l’amore così, senza finire di svestirsi. Poi rimasero ansanti e sudati su quello sfondo giallo che creava riflessi luminosi nella camera. Erano entrati al buio e l’unica luce proveniva dalla lampada del corridoio. Paolo si sollevò di fianco appoggiandosi al gomito sinistro e la guardò. Annalisa capì che aspettava le sue parole: «Ho deciso che non ci vedremo più” disse nel buio sotto il suo corpo. Continua a leggere

La centesima finestra – pag. 97

“… ma ora non aveva nessuna voglia di uscire. Le promesse, però, sono importanti – lo diceva sempre ai figli – e a lui dispiaceva deludere Luca, così raccolse i pezzi della lampada che forse non avrebbe più illuminato niente, e li mise dentro un sacchetto che nascose nell’armadio del corridoio. Chiamò Luca e disse: «Sono pronto. Andiamo?».
Lui lo guardò senza sorridere. Dario capì che era difficile ingannare un altro se stesso e ripeté la domanda con più convinzione. Finalmente Luca si rilassò e aprì la porta, scese le scale correndo e, quando furono in strada, lo sfidò a fare una corsa fino al campo. La giornata era calda, si stava bene e Dario era tentato dal piacere della corsa. Prima di lanciarsi dietro a Luca, controllò di nuovo il cellulare: nessun messaggio, Annalisa non aveva risposto. Non che se lo aspettasse davvero, ma, visto il tono del suo messaggio notturno, aveva sperato in una replica. Chiuse il telefono e lo spinse dentro la tasca. La rabbia lo fece correre veloce, al pari di Luca. Continua a leggere